Matteo Salvini non vuole sentire ragioni. Il governo è “indegno”, secondo il segretario della Lega. Mosso magari non da “malafede, piuttosto da incapacità”. È se era stata troppo tardiva la proposta dell’esecutivo di avviare un tavolo con l’opposizione, è inaccettabile anche la suddivisione del Paese in differenti fasce di chiusura. L’ultimo dpcm, al leader del Carroccio, non è andato proprio giù. I governatori bisognava seguire, a cominciare dai provvedimenti omogenei e non diversificati da prendere.

“Mi fido di tutti ma non di quello che arriva dal governo. Chi gestisce quei dati?”, ha insistito in un’intervista al Corriere della Sera Salvini. Risposta: il ministero della Salute, le stesse Regioni, la Protezione Civile, il Comitato Tecnico Scientifico. Ed è proprio qui che insiste il leader del Carroccio: ne serve uno nuovo – non è l’unico: anche Andrea Crisanti, ideatore del “modello Veneto” e vicino al Partito Democratico, ha criticato duramente il Comitato – un Cts alternativo, formato in seno al Parlamento. Che quello che c’è è troppo Roma-centrico, come qualcuno ha denunciato, e poco coinvolgente, nei confronti dell’opposizione naturalmente. Nelle parole del leader leghista: “Il Parlamento deve nominare un Comitato tecnico scientifico di sua fiducia. I consulenti del governo non ne hanno azzeccata una”. E da chi dovrebbe essere formato? “Facciamo spazio ai Palù, Zangrillo, Bassetti”.

I profili non sono una sorpresa: l’emergenza non è mai stata estranea a pieghe ideologiche e politiche anche a livello scientifico. Anche se i virologi che gli italiani hanno imparato a conoscere hanno tutti dei tratti in comune: litigano tantissimo e sono onnipresenti in tivù. Salvini nel suo personalissimo Cts ha nominato i suoi: Giorgio Palù, Alberto Zangrillo e Matteo Bassetti.

PALU’ – Giorgio Palù è ordinario di microbiologia e virologia dell’Università di Padova oltre che Past President della Società italiana ed europea di virologia. Si è parlato molto di alcune sue dichiarazioni nelle scorse settimane. Per esempio quelle rilasciate a Tv7: “Positivo non vuol dire malato, positivo vuol dire contagioso”. Diversi studi (Oms, The Lancet) dimostrano però che anche gli asintomatici possono trasmettere il virus ma soprattutto subire lesioni polmonari a causa dell’infezione. E poi in un’intervista al Corriere della Sera: “Il 95% non ha sintomi e quindi non si può definire malato, punto primo. Punto secondo: è certo che queste persone sono state ‘contagiate’, cioè sono venuti a contatto con il virus, ma non è detto che siano “contagiose”, cioè che possano trasmettere il virus ad altri”. Dichiarazioni che avevano scatenato una guerra tra virologi, come Roberto Burioni: “BASTA BUGIE! Gli asintomatici sono il 56%, i paucisintomatici il 16%, i lievi il 21%e i severi/critici il 7%”. Le ultime parole di Palù: “Nessuna pandemia è durata più di due anni”.

 

ZANGRILLO – Ha curato l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, guarito dal coronavirus, e Flavio Briatore, tra i tanti pazienti. Del leader di Forza Italia è da anni il medico personale. Alberto Zangrillo è primario di anestesia e rianimazione dell’Ospedale San Raffaele di Milano ha definito la situazione descritta dai media diversa dalla realtà. “In questo momento noi abbiamo una situazione che è completamente diversa da quella che state, stanno, tutti narrando”, ha detto al Tg4 paragonando la situazione a quella di una nave sulla quale da diversi punti si urla all’allarme e il capitano abbandona la nave. Fu proprio lui a definire il Cts troppo Roma-centrico. Se è ormai noto a telespettatori e lettori è però soprattutto per le dichiarazioni di giugno: “Nessuna seconda ondata: perché sappiamo cosa fare”; “Tra poco potremo buttare via le mascherine”; e soprattutto: “Il virus, da un punto di vista clinico, non esiste più”.

 

BASSETTI – Si dice ottimista più che negazionista. Però, il professor Matteo Bassetti, molti lo ricordano per le dichiarazioni lanciate via social lo scorso giugno quando scrisse quanto gli dispiacesse per “i catastrofisti e i pessimisti, di cui l’Italia è stata ed è ancora piena” ma “credo che non ci sarà una seconda ondata simile a quella di marzo”. E molti altri ancora lo ricordano per la sua partecipazione al convegno Covid-19 tra informazione, scienza e diritto che si tenne al Senato – “convegno negazionista” titolarono i quotidiani – e che ha diviso gli scienziati, bandito per diverse ore le mascherine e accusato i media di terrorismo mediatico. Bassetti, direttore del reparto Malattie Infettive al San Martino di Genova, si trovò d’accordo con l’aria di eccessivo allarmismo intorno all’emergenza. Al convegno partecipò anche Salvini, in un’estate piena di accuse di immobilismo e di incapacità al governo, oltre che di abbracci, strette di mano, selfie con i suoi supporter. Il leader leghista, in quell’occasione, rifiutò di mettere la mascherina nonostante gli inviti dei funzionari di Palazzo Madama e definì il saluto con il gomito “la fine della specie umana”.