I primi vaccini per il coronavirus potrebbero arrivare la prossima primavera e la precedenza andrebbe a persone fragili, forze dell’ordine, operatori sanitari. A dirlo è stato Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e componente del Comitato Tecnico Scientifico. “Si sta facendo un grande sforzo internazionale sui vaccini – ha detto in un’intervista a InBlu Radio – Realisticamente credo che potremmo far partire le vaccinazioni per le persone fragili, le forze dell’ordine, gli operatori sanitari nei primi mesi della prossima primavera”.

Dichiarazioni che non passano inosservate e che non trovano d’accordo l’immunologo e divulgatore scientifico Roberto Burioni, il quale ha scritto su Twitter: “Chiunque vi comunichi in questo momento una data di inizio per la vaccinazione contro Covid-19 vi sta prendendo in giro. Non sappiamo ancora se i vaccini sono in grado di proteggere. Speriamo di saperlo presto, allora potremo fare previsioni. Oggi no”. Qualche giorno fa si era parlato di una possibilità, per il vaccino anglo-italiano di Oxford, per Natale. Tutte previsioni, dunque, che per Burioni non vanno prese in considerazione.

 

“Il lavoro di Arcuri sui tamponi – ha aggiunto comunque nelle sua intervista Locatelli – è formidabile. Negli ultimi giorni di tamponi molecolari siamo arrivati a oltre 150 mila. E l’ Italia è uno dei Paesi che fa più tamponi al mondo. In questo momento c’è anche la disponibilità dei test rapidi antigenici. Però più che di numeri parlerei di strategie perché diventerebbe una corsa che andrebbe ad autosostenersi e sposterebbe l’asticella sempre più in alto. Dire ‘facciamo più tamponi’ è facile mentre più complesso e articolato il discorso sull’elaborazione di una strategia in termini di sistema Paese per dar corso alla realizzazione di questi tamponi. Dobbiamo rendere più efficienti i percorsi e soprattutto diamo un ruolo importante ai medici di medicina generale”.

Sull’importanza del ruolo di medici di medicina generale e pediatri si era espresso anche Agostino Miozzo, coordinatore del Cts.
“La situazione attuale – ha spiegato Locatelli a InBlu Radio – è ben diversa rispetto a quella di marzo dove il carico di patologia che gravava era significativamente maggiore rispetto ad oggi. Basta andare a vedere il numero delle terapie intensive e delle persone che hanno perso la vita. Certamente c’è stata un’accelerazione importante del numero dei contagiati ma ci sono significative differenze”.