Sembra ormai al capolinea la storia tra Rafael Leao e il Milan: dopo la stagione fallimentare del Diavolo e l’ennesimo anno di alti e bassi dell’attaccante portoghese, ora è fortemente criticato anche dai tifosi, che sui social stanno dimostrando dissenso per l’eventuale permanenza in rossonero. Ed è così che il numero 10 del Milan si colloca automaticamente sul mercato, con tutta l’estate davanti per scegliere la migliore destinazione per rinascere e dimostrare quel talento cristallino che a Milano è andato man mano sfumandosi.

Il mercato di Leao

Le volontà di Leao e del Milan sembrano essere le stesse, con le parti che sono dunque pronte a separarsi. Nonostante il calo di prestazioni, il cartellino del portoghese resta comunque uno di quelli che fa gola, e le richieste di mercato potrebbero arrivare da tante squadre: ora, Rafa vale tra i 40 e i 60 milioni, prezzo praticamente dimezzato rispetto e 3-4 anni fa, ma che comunque rimane alto. E ora c’è il Mondiale, dove il campione portoghese potrà farsi vedere con la sua Nazionale, tra le favorite per andare avanti fino alla fine, e chissà che qualche goal pesante non possa rialzare il valore portandolo vicino a quello che era un tempo.

Le offerte

Leao, non sembra però accontentarsi di cambiare maglia. Le sue volontà sono chiare, vuole rimanere in una piazza competitiva per dimostrare il suo talento: “Quando arriverà il momento valuterò le opzioni per proseguire la carriera e continuare a competere ai massimi livelli del calcio europeo“, ha dichiarato il portoghese. Dunque, non sembra che il suo futuro sia tra le offerte milionarie arabe o turche, nonostante dalle parti di Istanbul sembra essere in corso un vero e proprio derby tra Galatasaray e Fenerbahçe per aggiudicarsi il cartellino di Leao.

In Turchia, sarebbero disposti a pagare Rafa circa 10 milioni di euro di stipendio, a fronte dei 5,5 che prende a Milano. L’attaccante, come detto, aspetta l’offerta da qualche top campionato europeo, magari la Premier, dove forse ci sarebbe un interesse da parte dello United, destinazione che sarebbe gradita dal giocatore: “Mi capita spesso di guardare la Premier League. Mi picae il Manchester United, soprattuto per il mio idolo, Cristiano Ronaldo. Anche l’Arsenal è una squadra che seguo con interesse” Sullo sfondo l’ipotesi Barcellona, della quale si era parlato tempo fa.

La fuga degli altri giocatori

Con il “piazza pulita” dei vertici rossoneri, che nel giro di una giornata hanno fatto fuori allenatore e mezza dirigenza, molti giocatori sono propensi a lasciare Milano per accaparrarsi al più presto una destinazione più sicura. Primo su tutti Luka Modric, dettosi molto deluso per come si è conclusa l’annata, e che ora sta seriamente riflettendo sul suo futuro: il suo contratto è in scadenza il 30 giugno, ma con l’esonero di Allegri e l’addio di Tare è difficile che il campione croato rimanga a Milanello, in un Milan che ora si ritrova anche senza Champions. Discorso simile per Adrien Rabiot che, come il suo compagno, potrebbe fare le valigie dopo solo un anno in rossonero. L’unica differenza con Modric è che il francese è ancora sotto contratto con il Diavolo, dunque da Milano si aspettano un’offerta di almeno 15 milioni di euro per liberare il giocatore. L’opzione più plausibile, è che Rabiot si ricongiunga con Allegri a Napoli, visto il legame tra i due fin dai tempi della Juve.

Maignan e gli esuberi

Poi c’è Maignan: la sua situazione è delicata, poiché ha rinnovato da poco con i rossoneri, ma ora anche lui sta riflettendo sul suo futuro e si sta guardando attorno per potenziali offerte da altri club europei. Tuttavia, non sarà facile per il portiere francese liberarsi subito dal Milan, visto il lungo contratto da 5 milioni netti l’anno appena firmato a Milanello. La dirigenza rossonera dovrà poi pensare ai tutti gli altri giocatori che avranno offerte per potere chiudere in positivo un drastico bilancio per la mancata qualificazione in Champions League, oltre che a piazzare gli esuberi. Insomma, la situazione a Milano sponda rossonera non è delle migliori, con il da farsi che è davvero tanto.