La chiesa di San Ludovico D’Angiò in pieno centro a Marano (Napoli) e una nota enoteca della zona erano il luogo preferito dagli spacciatori per portare avanti la vendita degli stupefacenti. Fino a ieri, quando i carabinieri hanno chiuso due piazze di spaccio e arrestato cinque persone. L’indagine è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Quattro sono finiti in carcere ed una ai domiciliari. Sono tutti gravemente indiziati di associazione finalizzata al traffico illecito, spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti.

Le investigazioni hanno permesso di ricostruire una vera e propria organizzazione criminale che operava a Marano e Calvizzano: un business realizzato – secondo i militari della Compagnia di Marano di Napoli – attraverso due canali: il primo fondato sulla vendita “da fermo” degli stupefacenti, il secondo su un canale “dinamico”.

La vendita “statica” avveniva all’interno di due piazze di spaccio esistenti a Marano, di fronte la Chiesa di San Ludovico D’Angiò e in un’enoteca gestita da uno degli arrestati, luoghi di ritrovo frequentati per lo più da giovani.

Alcuni “fiancheggiatori”, che avevano il compito di avvisare i pusher in caso di controlli delle forze dell’ordine, favorivano lo spaccio. La vendita dinamica, invece, avveniva mediante appuntamenti concordati telefonicamente tra spacciatore e acquirente, rendendo imprevedibile l’individuazione del luogo dell’incontro da parte delle forze dell’ordine.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.