Vincenzo De Luca evoca il complotto. Il presidente della Regione Campania a muso duro nella consueta diretta Facebook del venerdì lancia accuse pesanti nei confronti delle altre Regioni e del Ministero. Per lo ‘sceriffo campano’ in Italia “ci sono dati clamorosamente falsati. Abbiamo chiesto al ministero della Salute quale sia il dato reale delle terapie intensive disponibili e quale la differenza tra tamponi veri e falsi. Noi facciamo tamponi 25mila-35mila tamponi molecolari, veri, non test truffa. Vedrete che la Campania sarà l’unica a dare dati reali”.

Non solo. De Luca torna a parlare anche della questione delle zone, ribadendo che sul tema “noi abbiamo una posizione diversa dal governo nazionale, che a mio modo di vedere ha commesso errori clamorosi”. La divisione in zone per De Luca risponde infatti a logiche diverse rispetto a quelle ufficiali: “Ci sono regioni che dovrebbero uscire dal rosso avendo 4 o 5 volte più ricoveri in terapia intensiva della Campania. A noi – spiega il governatore – va bene la linea del rigore. Quello che non va bene è la speculazione politica sulle zone, ma per quel che mi riguarda più rigore c’è, meglio è. Noi dobbiamo essere più attenti di tutti”.

Il presidente campano quindi ribadisce che la Regione sta ottenendo “risultati positivi” con “percentuali dei tamponi positivi sotto il 10% grazie a nostre scelte: chiusura anticipata delle scuole, il filtro in estate per chi veniva dall’estero e ordinanze di maggiore adottate negli scorsi mesi”, e non “il frutto delle misure del Governo”.

Tornando sulla zona rossa, De Luca la definisce “un’operazione propagandistica: è aperto tutto, tranne i negozi di abbigliamento per adulti e scarpe”, ma dall’altra parte dice anche di “condividere le misure di rigore del governo” come le limitazioni agli spostamenti tra comuni e regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio. Il governatore ha quindi anticipato che “in Campania sarà vietato andare nelle seconde case“.