Ora decisive per la Campania. L’ordinanza che confermava la regione guidata da Vincenzo De Luca in zona rossa (prorogata lo scorso 27 novembre) è scaduta il 3 dicembre ma restano confermate le restrizioni attuali fino all’entrata in vigore della nuova.

Adesso si è in attesa della decisione della Cabina di regia del Ministero della Salute che si pronuncerà nel pomeriggio del 4 dicembre sulla riclassificazione delle zone di rischio. In quest’ottica non vanno sottovalutate le parole sia del premier Giuseppe Conte che del ministro degli Affari regionali Francesco Boccia che auspicano un Italia “gialla” entro la metà di dicembre.

Così come già accaduto la scorsa settimana per diverse Regioni, tra cui Lombardia e Piemonte (passate da zona rossa a zona arancione dopo tre 20 giorni), la nuova ordinanza che vedrà la firma del ministro Roberto Speranza sarà valida a partire da domenica 6 dicembre.

Se il governatore della Toscana, Eugenio Giani, ha già annunciato da una settimana, ribadendolo nelle scorse ore dopo un confronto con Speranza , che da domenica la sua regione entrerà in zona arancione, la stessa cosa non si può ancora dire per la Campania.

Stando però ai dati relativi ai contagi e a quelli relativi alla pressione ospedaliera, da quando è entrata in zona rossa (15 novembre) la Campania è in netto miglioramento. Restano, tuttavia, 21 i parametri che la Cabina di regia valuterà per il cambio di zona

Il tasso di positività in Campania è sensibilmente sceso da 15 giorni anche se preoccupa, così come in tutta Italia, il numero costante dei decessi. Gli ultimi due bollettini (2 dicembre e 3 dicembre) lo assestano al 9.3%. Così come l’occupazione dei posti letto, sia in terapia intensiva che in degenza ordinaria, è in netto calo.

Lo stesso De Luca nella consueta diretta social del venerdì potrebbe fornire alcune indicazioni sulle intenzioni della Cabina di regia oltre che avanzare alcune sollecitazioni ai sindaci campani sull’adozione di misure restrittive, come come già avvenuto prima dell’ingresso in zona rossa, in giorni particolarmente “caldi” come il 24 e il 31 dicembre, quando gli assembramenti anche durante le ore del giorno (per lo shopping e la spesa) saranno quasi inevitabili.