I dati dell'ultima settimana
Campi Flegrei, rallenta la sismicità ma resta alta l’attenzione sul sollevamento del suolo
Nuovi dati dal monitoraggio dell’INGV confermano un quadro complessivamente stabile ai Campi Flegrei, ma con alcuni segnali che richiedono attenzione, soprattutto sul fronte del bradisismo. Il bollettino settimanale pubblicato dall’Osservatorio Vesuviano e relativo al periodo tra il 13 e il 19 aprile evidenzia infatti una netta diminuzione della sismicità, accompagnata però da un possibile incremento, ancora da confermare, della velocità di sollevamento del suolo.
Nel corso della settimana sono stati registrati soltanto 14 eventi sismici, un dato in forte calo rispetto ai 94 della settimana precedente. La magnitudo massima rilevata è stata pari a 1.8 (±0.3), quindi su livelli bassi e senza episodi significativi. Resta comunque un riferimento importante il passato recente: i terremoti più energetici dell’attuale fase bradisismica, avviata nel 2005, restano quelli del marzo e giugno dello scorso anno, entrambi di magnitudo 4.6.
Il dato più delicato riguarda la deformazione del suolo. Negli ultimi mesi si era osservata una progressiva diminuzione della velocità di sollevamento, scesa fino a circa 10 millimetri al mese a febbraio 2026. Successivamente: circa 15 millimetri al mese a marzo, valori simili anche a inizio aprile. Tuttavia, i dati preliminari degli ultimi due giorni indicano un possibile aumento della velocità di sollevamento. Si tratta di un’indicazione ancora non consolidata: serviranno ulteriori rilevazioni, e soprattutto il ricalcolo con dati orbitali più precisi, per confermare il trend. Nel complesso 27 centimetri di sollevamento da gennaio 2025, 45,5 da gennaio 2024 e oltre 164 dal 2005, superando ampiamente i livelli degli anni ’80,
Dal punto di vista geochimico non emergono variazioni significative. I parametri monitorati confermano un trend ormai consolidato: aumento dei flussi di gas, riscaldamento del sistema idrotermale. In particolare temperatura media della fumarola principale della Solfatara con circa 173°C, quelle dell’area di Pisciarelli sono di circa 95°C, vicino alla temperatura di condensazione dei fluidi.
Il quadro generale, secondo l’INGV, non mostra al momento segnali di evoluzioni significative a breve termine. La combinazione tra bassa sismicità, deformazione del suolo sotto controllo, parametri geochimici stabili porta a uno scenario ancora considerato non critico nell’immediato. Resta però alta l’attenzione degli esperti: l’evoluzione del bradisismo nelle prossime settimane sarà decisiva per capire se l’eventuale accelerazione del sollevamento rappresenti solo una variazione temporanea o l’inizio di una nuova fase dinamica.
© Riproduzione riservata







