“E’ evidente che serve un chiarimento. Credo che la cosa più semplice sia vederci la settimana prossima. Ieri il presidente del Consiglio mi ha mandato un messaggino dopo il mio intervento in Senato, io credo che sia giusto vedersi. Perché le telenovelas funzionano quando c’è un elemento di chiarezza, un finale. Quindi penso che sia opportuno fare chiarezza e ho chiesto al presidente del Consiglio un incontro la settimana prossima”. Parola di Matteo Renzi, il leader di Italia Viva intervenuto questa mattina nella conferenza stampa di presentazione al Senato del piano “Italia Shock”. L’ex premier è tornato così sul rapporto deficitario con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e con la maggioranza, frutto del disaccordo su alcuni dossier ‘caldi’ come la giustizia e l’economia.

“La settimana prossima conto che possiamo mettere finalmente la parola fine a questo teatrino. Italia Viva si è caratterizzata in questi mesi come l’unico luogo di presentazione di proposte serie. Noi vogliamo un’Italia viva e non un’Italia che vivacchia – ha detto Renzi – cerchiamo di ottenere compromessi fino a che sarà possibile. Poi un chiarimento si dovrà fare. Io mi ero dato tempo fino a Pasqua. Forse sono stato troppo morbido…”.

LA RISPOSTA DI CONTE – Il premier Giuseppe Conte a stretto giro di posta ha risposto al leader di Italia Viva da Bruxelles, a margine del consiglio Ue: “Ho già risposto. Io sono sempre disponibile. Sicuramente ci vedremo la settimana prossima, la mia porta è sempre stata e sarà aperta”.

IL PIANO ITALIA SHOCK E I 100 COMMISSARI – E di economia si è parlato nel corso della conferenza con la presentazione del piano “Italia Shock”, che nelle intenzioni di Renzi ha come obiettivo “un rilancio nelle infrastrutture” perché “senza uno sblocco dei cantieri la crisi economica che ragionevolmente ci accingiamo a vivere nel nostro Paese sarà ancora più grave”. Renzi fa quindi due esempi di buon funzionamento della pubblica amministrazione: “Uno è il ponte di Genova, struttura commissariale grande potere al commissario e il ponte torna su rapidamente. La stessa cosa è accaduta con Expo con Beppe Sala. Mettete i commissari nei cantieri più importanti di questo Paese. Mettete un commissario per far sbloccare l’aeroporto di Firenze o la Gronda che Beppe Grillo voleva bloccare con l’esercito”, ha aggiunto. “Mettere 100 commissari a lavorare e l’Italia svolta – ha concluso – se volete tener ferma l’Italia continuate così”.

“DAREMO UNA MANO AL PAESE ANCHE FUORI DAL GOVERNO” – Il leader di Italia Viva ha quindi rimarcato l’obiettivo del suo movimento, ovvero “dare una mano al Paese”. Ma per farlo, Renzi evidenzia anche la possibilità di uscire dall’esecutivo: “Sia che continuiamo a stare in maggioranza sia che la maggioranza sia un’altra come ipotizzato in queste settimane da chi evoca la sostituzione di Iv con i responsabili, in ogni caso, noi daremo al Governo questo nostro lavoro. Questo lavoro va sul tavolo del Governo e del Parlamento. E’ un servizio pubblico che abbiamo fatto al Paese”, ha spiegato Renzi.

IL PROBLEMA GIUSTIZIA E LA SFIDUCIA A BONAFEDE – Parlando invece del tema di maggiore scontro nel governo, quello della giustizia, Renzi risponde all’ex presidente del Senato Pietro Grasso, che aveva definito l’ok al decreto intercettazioni come una fiducia al ministro Bonafede. “Per noi il decreto intercettazioni non è una fiducia a un singolo ministro – spiega Renzi – Tra le fonti normative non c’è ancora Pietro Grasso, quindi le sue motivazioni sulla fiducia si trovano nel regolamento e non nella testa di Pietro Grasso. Lui ieri citava il latino, oggi gli dico ‘Dura lex sed lex’. E’ la legge, in questo caso è il regolamento a descrivere su cosa è la fiducia. Se Grasso ha particolare interesse a vedere una mozione di sfiducia a un singolo ministro non ha che da attendere”.

LA REVOCA AD AUTOSTRADE – L’ex premier torna anche su un secondo dossier fonte di tensioni nell’esecutivo, ovvero sulla revoca delle concessioni ad Autostrade, un provvedimento fortemente richiesto dal Movimento 5 Stelle. “Se ne parla da un anno e mezzo – ricorda Renzi – Credo sia un messaggio che funziona molto bene nell’opinione pubblica perché la gente pensa ‘gli stai facendo male, se lo meritano’. Io metto lì un tema: io sono perché Autostrade paghe e paghi tanto per quello che è successo. L’ho detto anche ai vertici Aspi quando li ho incontrati. Spero che non ci sia chi in nome del populismo fa una battaglia per cui alla fine sia allo Stato che paghi ad autostrade. Sarebbe un paradosso, un capolavoro all’incontrario. “.

IL MODELLO SINDACO D’ITALIA – Infine il leader di Italia Viva è tornato sulla proposta avanzata ieri da ‘Porta a Porta’ sul premierato forte. “Io dico facciamo l’unico strumento istituzionale che funziona, quello dei sindaci, e applichiamolo a livello nazionale. Vi sembra lesa maestà?”, ha chiesto Renzi.