“Se vogliono che ce ne andiamo, bene. Ma ce lo devono dire di andarcene”. Così il leader di Italia viva Matteo Renzi nel corso della puntata di Porta a porta che andrà in onda questa sera.  “Se entro Pasqua non si troverà un accordo sulla prescrizione presenterete la sfiducia a Bonafede? “Penso proprio che andrà così. Spero che ci sia buon senso e si arrivi a un accordo. Se Bonafede sarà sfiduciato – precisa -non credo cadrà il Governo. Io però sono un ottimista”.

Renzi prosegue: “Se vogliono i nostri voti bisognerebbe che prendessero anche le nostre idee. Io dico abbassiamo le polemiche. Lo dico al vice capogruppo Camera che dice ‘non tollereremo’. Io non voglio fare il gioco della corda per un fatto personale, sono battaglie politiche che devi fare. Anche se rischi di perdere la poltrona”.

L’ex premier commenta poi gli attacchi ricevuti nei giorni dal suo ex partito: “La frase sulla tigre di carta l’ha detta un autorevole dirigente del Pd. Io non sono una tigre, sono buono. Sono stati giorni di polemiche, ma io non sto votando con l’opposizione. Noi siamo coerenti con quanto fatto nel nostro Governo dal ministro Orlando. È il Pd che è diventato giustizialista. C’è un populismo contro il quale bisogna rivendicare il diritto di avere un’opinione. Abbiamo fatto il Governo con il M5S ma non voglio diventare la sesta stella, né morire grillino“.

Sullo scontro in chiave giustizia, precisa: “Non stiamo litigando perché sono un rompiscatole. Ci sono delle cose in cui le idee vengono prima degli interessi. Gli italiani hanno pagato in questi anni 760milioni di euro per errori della giustizia. Noi non facciamo battaglie di bandierine ma diciamo cose giuste. Il mio caratteraccio è un problema mio. Di mia moglie, ma non degli italiani”.

Renzi ha poi rivolto un invito al premier: “Non ho nessun problema personale con Conte, se vuole fare la cura da cavallo inizi banalmente a cancellare il reddito di cittadinanza e mettere i soldi per tagliare la tasse alle aziende”.

Non si lascia attendere la replica di Nicola Zingaretti, segretario Dem, senza però nominare Renzi: “Credo che qualcuno agli italiani, e alle italiane, se continua così gli farà venire il malditesta con questo chiacchiericcio insopportabile del quale non si capisce il fine”. “Noi – ha detto Zingaretti a margine di colloquio con Roberto Gualtieri candidato alle suppletive a Roma – continuiamo a lavorare per riaccendere i motori dell’economia italiana, stando lontani dal chiacchiericcio e dai sotterfugi di Palazzo dei quali non se ne può francamente più”. “Abbiamo qualche mese fa – ha detto Zingaretti – fatto un governo insieme perché proposto peraltro innanzitutto da alcune personalità politiche. Ora c’è solo una cosa da fare, governare bene con il cuore e con la testa”. Quanto al voto di Renzi sulla giustizia, “noi andremo avanti fin quando sarà possibile fare cose utili agli italiani. Le valutazioni sulla maggioranza le deve prendere innanzitutto il Presidente del Consiglio, non una parte politica”. Per il Pd “la priorità è il Patto per lo sviluppo e il lavoro, chiamiamo a raccolta le imprese, i sindacati, il mondo della scienza, dell’università, i giovani creativi che hanno idee e vedrete che la musica in questo Paese cambia”.