Caro Raffaele, leggo delle tue dimissioni e ti confesso che me le sarei aspettate molto prima. Pare che giungano come prologo di una tua candidatura in una lista di “sinistra” a sostegno di Gaetano Manfredi e ciò, ti confesso, mi lascia interdetto. Ricordi che fui io a parlare a Luigi de Magistris di te e ad accompagnarti da lui? Ci conosciamo da tempo, ci stimiamo e, in quel periodo, pensavo che tu potessi mettere al servizio di Napoli l’esperienza accumulata nelle coraggiose battaglie contro le ecomafie nella Terra dei fuochi. Quando il sindaco ti chiamò a far parte della sua squadra per queste ragioni ne fui felice.

L’inizio fu incoraggiante: il grande impegno e la tua generosità, a me noti, ebbero un ruolo nel superamento dell’emergenza rifiuti. Pensavamo che la soluzione adottata fosse transitoria: tonnellate di rifiuti portati in Olanda dove venivano trattati e riciclati, a costi per noi elevatissimi e con un netto rincaro delle tariffe a carico dei cittadini. Ma a Napoli, purtroppo, non c’è nulla di più definitivo delle soluzioni temporanee e oggi continuiamo a portare all’estero gran parte dei rifiuti prodotti. La raccolta differenziata, che il sindaco promettevano di portare al 70% in tre mesi, è ancora al 35 e il contributo che il Comune poteva dare alla definizione di un moderno ciclo industriale dei rifiuti, attraverso la costruzione di appositi impianti di compostaggio, è rimasto lettera morta.

Eppure non ti critico per questo. Ciò che mi ha colpito negativamente è stata la tua acquiescenza verso de Magistris, il tuo lasciarti scivolare addosso scelte che, conoscendoti, non potevano non creati disagio: quelle su Rossi, Narducci e altri esponenti della prima squadra di governo, ma ancor di più le esternazioni verso figure istituzionali come l’ex premier Matteo Renzi, invitato a «farsela sotto», o verso il il Pd e il centrosinistra, presentati come «conniventi ai poteri occulti della città e permeabili a interessi opachi, frutto di patti inconfessabili». Alla luce di tutto ciò, era lecito aspettarsi una manifestazione di disagio da parte tua. Ora ti sei dimesso: meglio tardi che mai. Non so se le indiscrezioni che ti vogliono candidato con Manfredi siano fondate. Però non posso fare a meno di chiederti: come pensi di trovarti nella stessa coalizione di esponenti vicini al centrodestra o provenienti addirittura dalla destra fascista e di quanti, a detta di de Magistris, non hanno messo il Comune «al riparo dal malaffare e dagli interessi più torbidi?»