Altro che ottimismo, altro che misure “misure calibrate e ben circoscritte” con cui “stiamo reggendo bene questa seconda ondata”. Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, attacca a muso duro l’ottimismo del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla gestione italiana dell’epidemia di Coronavirus ricordando su Twitter i numeri che fanno dell’Italia il Paese in Europa col maggior numero di vittime per Covid-19.

Cartabellotta rimarca infatti come “l’ottimismo regna sovrano” e “l’autocritica è inesistente”. Autocritica che invece dovrebbe essere ben presente visto che, come evidenziato in un grafico pubblicato dalla Fondazione Gimbe, in Italia vi sono stati “30 mila decessi dal 1° settembre, di cui 20 mila nell’ultimo mese”.

La ‘ricetta’ del presidente di Gimbe viene espressa con parole chiare: “Basta decisioni “di pancia” o frutto di continui compromessi tra Governo e Regioni. La gestione della pandemia deve considerare gli aspetti sanitari economici e sociali a breve, medio e lungo periodo”.

Nei giorni scorsi, intervistato da La Stampa, Cartabellotta aveva evocato il lockdown appena iniziato in Germania su spinta della cancelliera Angela Merkel, preoccupata per l’escalation di decessi. Per il presidente di Gimbe “dovremmo fare un lockdown durante le vacanze di Natale come la Germania, ma gli italiani farebbero la rivoluzione”. Per questo la soluzione alternativa sarebbe “un piano piano rigoroso per ridurre i contatti ed evitare che la terza ondata si innesti direttamente nella seconda”, con la dilatazione dell’orario dei oppure “come un tempo con le targhe alterne, pensare a delle uscite scaglionate per ordine alfabetico”, aveva suggerito Cartabellotta.

In Italia, è il commento amaro del presidente di Gimbe, “la strategia è meglio un uovo oggi che una gallina domani. Personalmente penso che quest’anno il Natale sia una festa da vivere sobriamente, anche nel rispetto di chi si dovrebbe incontrare. La verità è che le vacanze, con le scuole chiuse, sarebbero il momento ideale per un lockdown”.