Oltre 3mila contagiati (per la precisione 3.320) e ben 165 morti (molti dei quali riconducibili allo scorso weekend), record di questa seconda ondata di coronavirus. La situazione in Veneto diventa, giorno dopo giorno, sempre più critica tanto da spingere il governatore leghista Luca Zaia a chiedere al Governo misure più restrittive. La regione del nord-est, da quando il ministero della Salute ha istituito le tre zone, è da sempre in zona gialla, quella ritenuta meno grave dell’area rossa e arancione.

“Ieri ho incontrato i sindaci e abbiamo concordato la necessità di misure più restrittive. Non saranno scelte autonome ma verranno concordate con il Governo” spiega Zaia nel corso della conferenza stampa. Il record di morti supera quello dello scorso 10 dicembre quando le vittime accertate sono state 148.  “In Veneto adesso abbiamo più morti nelle case di riposo rispetto a marzo. Nonostante tutti i dispositivi e protocolli, con le case di riposo blindate e con test a tappeto per ospiti e operatori la situazione nelle case di riposo è peggiorata con un aumento della mortalità”. E mentre “a marzo avevamo anche case di riposo free Covid, senza casi di positivi, oggi – ha concluso – invece la situazione è a macchia di leopardo con positivi praticamente ovunque”.

In Veneto il numero dei positivi da inizio pandemia sale a 196.790, quello dei decessi a 4.992.  Negli ospedali “la situazione è pesante: 3.324 ricoverati, più 57 nelle ultime 24 ore, sono un numero importante; è come se quasi 7 ospedali grandi di provincia fossero orientati per i pazienti Covid” sottolinea Zaia. Il terapia intensiva ci sono 373 pazienti, un numero invariato rispetto a ieri”.

ORE DECISIVE PER LE NUOVE RESTRIZIONI – “Domani mattina ci sarà il primo confronto in Parlamento, poi ci sarà il parere del Cts sulla situazione nazionale, e il suo parere sarà una pietra miliare, dopodiché sicuramente ci sarà una riunione di presidenti e/o dei presidenti con il governo e quindi la decisione per vedere la partita chiusa nel fine settimana”, ha spiegato Zaia. “La voce di corridoio è che alle misure restrittive dovrebbero essere affiancati i ristori”, ha aggiunto Zaia che ha anche tenuto a sottolineare che “da domani al 10 gennaio la Germania andrà in lockdown e quindi per quella data avrà appiattito moltissimo le curve di contagio. Ma il lockdown sarà accompagnato da 11 miliardi di euro di misure con il ristoro fino al 90% per le imprese. Se noi dessimo le stesse garanzia non staremmo qui neppure a discutere se chiudere o meno. E, sono sicuro che anche per noi le misure servono, ma senza ristori si può fare ben poco”. Così per il governatore del Veneto non c’è dubbio: “Il tema dei ristori è dirimente se c’è una misura a livello nazionale devono esserci anche le garanzie”.

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.