I tamponi rapidi antigenici si potranno effettuare anche in farmacia. È l’annuncio arrivato dal ministro della Salute Roberto Speranza nel corso della riunione con le Regioni sulle misure anti-Covid. Il ministro ha sottolineato infatti che “in farmacia si fanno già i test sierologici in alcune regioni, proviamo a fare una sperimentazione come sta avvenendo a Trento per effettuare gli antigenici anche in farmacia”.

“Si lavora per convenzione con medici di medicina generale per far rientrare il tampone tra i punti dovuti, anche perché in base al numero di tamponi che Arcuri, come da fabbisogno regionale richiesto, sta acquistando sarà necessario aumentare il numero dei tamponi effettuati”, ha detto il ministro collegato con i governatori.

Un incontro che segue la scelta delle tre regioni più popolose del Paese, Lombardia, Campania e Lazio, di ordinare il coprifuoco notturno. Altre regioni, come la Sardegna, stanno valutando la chiusura totale di 15 giorni, mentre in Piemonte si valuta un coprifuoco più “articolato”.

DIALOGO SU ORDINANZE E TRACCIAMENTO – Speranza durante il vertice si è quindi detto “disponibile a interloquire con tutti per controfirmare ordinanze condivise”, dicendosi poi “d’accordo con alcune regioni per semplificare procedure di tracciamento; abbiamo già ridotto la quarantena a 10 giorni e eliminato il secondo tampone in uscita, ma disponibile a trovare altri ambiti di intervento specifici e puntuali per semplificare le procedure di tracciamento”, ha aggiunto Speranza.

2MILA OPERATORI PER POTENZIARE LE ASL – Un bando di protezione civile per 2 mila operatori da inviare nelle Asl. E’ quanto ha annunciato il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia nella riunione convocata con le regioni per fare il punto sul tracciamento. “Con un’ordinanza di Protezione civile creiamo un contingente per potenziare le reti sanitarie interne alle Asl e rafforzare le operazioni di tracciamento. Il modello è simile a quello già messo in atto nei mesi scorsi con medici e infermieri volontari per gli ospedali e OSS per carceri e Rsa. Il bando sarà rivolto ad un doppio profilo – ha spiegato – 500 data entry o richiesta informazioni sulle procedure da seguire e 1500 operatori socio sanitari per effettuare tamponi, test e tracciamento”. L’obiettivo, ha aggiunto Boccia, è creare “un contingente di persone che non arrivano né da aziende ospedaliere pubbliche né private, perché non possiamo chiedere a nessuno di privarsi delle proprie risorse in questo momento, ci rivolgeremo a liberi professionisti o a coloro che non hanno un’occupazione fissa, ad autonomi che hanno caratteristiche che individuiamo insieme alle Regioni e potranno lavorare fino al termine dello stato di emergenza sanitaria. Saranno nelle disponibilità delle singole asl per ottimizzare al massimo il contact tracing. Le domande in questo caso saranno fatte direttamente per la Regione di residenza”.