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Cartine e filtri per tabacco: nuove sanzioni e controlli. Cosa cambia con il decreto Omnibus
La riforma fiscale entra nella fase dei correttivi e porta una prima novità anche per il mercato degli accessori ai tabacchi da fumo. Lo schema di decreto legislativo Omnibus, trasmesso alle Camere il 21 luglio per i pareri parlamentari, estende ai cosiddetti prodotti accessori, cartine e filtri, la vigilanza dell’Amministrazione finanziaria e introduce sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi contabili e dichiarativi. L’intervento colma una lacuna della normativa, ma affronta soltanto una parte del problema.
Secondo Assopat, l’Associazione nazionale degli operatori dei prodotti accessori ai tabacchi, rafforza infatti la possibilità di sanzionare le irregolarità accertate senza introdurre tutti gli strumenti necessari a seguire i prodotti lungo la filiera e a riconoscere più facilmente quelli entrati nel mercato senza il pagamento dell’imposta. In Italia dal 2020 cartine e filtri sono sottoposti a un’imposta di consumo, ma non sono accompagnati da un sistema di controllo della movimentazione paragonabile a quello previsto per altri prodotti soggetti alla stessa imposizione. Gli operatori registrati devono dichiarare le quantità immesse in consumo e versare il tributo, mentre non tutti i soggetti che detengono o movimentano la merce prima della vendita sono sottoposti a obblighi equivalenti. Diventa così difficile ricostruire il percorso dei prodotti e capire dove siano stati acquistati, conservati e successivamente distribuiti.
Il problema ha anche una dimensione economica. Il policy paper della Luiss School of Government “Rafforzare la legalità nei mercati regolati” dello scorso aprile rileva che il gettito dell’imposta di consumo sui prodotti accessori è sceso dai 47,8 milioni di euro del 2021 ai 35,8 milioni del 2024, mentre il numero stimato di pezzi assoggettati al prelievo fiscale è diminuito da 13,3 a 9,9 miliardi. Il nodo, dunque, precede il decreto Omnibus e risale alla disciplina introdotta nel 2020. Quella norma, ricorda il presidente di Assopat Marco Fabbrini, «è nata per imporre un’imposta», senza considerare «tutto quello che c’era dietro», a partire dai depositi e dai codici identificativi. Per rendere più efficace il contrasto al contrabbando servirebbero infatti soprattutto due interventi.
Il primo riguarda l’introduzione di veri depositi fiscali lungo la filiera. Oggi i magazzini dei soggetti direttamente tenuti al pagamento dell’imposta sono sottoposti a controlli e obblighi contabili, mentre regole equivalenti non valgono per tutti coloro che detengono e movimentano questi prodotti. Sottoporre a obblighi uniformi tutti i soggetti che detengono e movimentano la merce consentirebbe all’Amministrazione finanziaria di ricostruirne con maggiore precisione il percorso. Il secondo intervento riguarda i codici identificativi univoci. Il sistema attuale permette che il medesimo articolo venga registrato da soggetti diversi con codici differenti, complicando i controlli sulla provenienza e sulla movimentazione. «Uno stesso prodotto può avere fino a sessanta codici diversi», osserva Fabbrini, sottolineando l’importanza di attribuire a ciascun prodotto un identificativo unico, valido per tutti gli operatori. Depositi fiscali e codici univoci permetterebbero così di prevenire le irregolarità, anziché intervenire soltanto dopo averle accertate.
Il decreto Omnibus si limita invece a rafforzare la vigilanza e le sanzioni, senza modificare le regole sulla detenzione e sull’identificazione dei prodotti. È un primo passo, ma non completa il sistema dei controlli. «Riteniamo che il combinato disposto di una minore tassazione, dell’introduzione dei depositi fiscali e del tracciamento dei prodotti attraverso un identificativo unico possa, nel medio periodo, aumentare quanto oggi viene incassato dallo Stato», conclude Fabbrini. Se il correttivo interviene sulle irregolarità già emerse, l’auspicio è allora che queste soluzioni trovino presto spazio in un prossimo provvedimento, completando una disciplina che oggi lascia ancora scoperti alcuni passaggi della filiera.
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