Politica
Migrazione e asilo: oggi il Senato vota sull’attuazione del piano europeo
L’intensa attività diplomatica di Meloni in Ue, con gli Stati membri, e in parallelo in Africa, tra Piano Mattei e accordi bilaterali con i paesi di transito dei flussi migratori, ha dato i suoi frutti
Oggi in Senato il voto sul decreto-legge che introduce misure urgenti per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo. In questa calda estate romana, dove temi come sicurezza, legalità, gestione dei flussi migratori sono tornati al centro del dibattito politico, tra chi tuona la remigrazione e chi vorrebbe ritornare alla stagione dei “porti aperti”, il provvedimento all’ordine del giorno di Palazzo Madama è tutt’altro che casuale. Il nuovo quadro normativo europeo in materia migratoria cambia fortemente le regole del gioco.
Il protocollo Italia-Albania sui centri di rimpatrio divengono a tutti gli effetti compatibili con la normativa UE
Di fatto, contiene tutti quegli strumenti – dalle procedure più rapidi ed efficaci di frontiera e rimpatrio al rafforzamento del sistema di solidarietà e responsabilità tra gli Stati membri – che il Governo Meloni, sin dal suo insediamento, ha richiesto a gran voce per contrastare l’immigrazione clandestina e tutto ciò che ad essa ruota attorno. Oggi sono misure che rivendica, così come rivendica il merito di aver riportato la gestione del fenomeno migratorio tra le priorità dell’Unione europea. Tra le altre cose, con l’attuazione del Patto sulla Migrazione e l’Asilo, il protocollo Italia-Albania sui centri di rimpatrio divengono a tutti gli effetti compatibili con la normativa UE, alla faccia dei “gufi” che in questi anni li hanno dipinti come le Guantanamo del Mediterraneo.
La discussione del provvedimento
Ieri, la discussione generale in aula del provvedimento. Il Senatore del Partito democratico Graziano Delrio, il primo a prendere parola, ha bollato il decreto-legge in esame come l’ennesimo sull’immigrazione. Un decreto-legge che ha “una pregiudiziale di umanità”, ha affermato. L’accusa, da sinistra, è che l’UE, invero, non abbia prodotto un pacchetto così pieno di costrizioni e che il Governo, anziché agire sulla causa, stia continuando a ridurre i diritti dei migranti. Il Senatore Claudio Borghi, Italia Viva, ha poi accusato la maggioranza di star trasformando l’immigrazione in una “presunta emergenza che emergenza non è” a fini prettamente elettorali. Da destra, il Senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi – ricordando il caos delle politiche che l’UE dieci anni fa inseguiva in materia, in piena crisi migratoria – ha invece parlato di un cambiamento politico profondo nell’approccio al fenomeno. “L’accoglienza fondata sulla legalità, su una cooperazione nello sviluppo sostenibile” – ha ribadito – “e su una gestione dell’immigrazione aliena da strumentalizzazioni” diviene ora una visione strutturale.
La politica sguazza tra gli slogan
La materia, si sa, è complessa, mentre la politica ama sguazzare tra slogan e allarmismi, tra appelli di umanità e propaganda. Certo è che con il recepimento del Patto UE si introducono concretamente dei nuovi punti fermi. È un risultato importante. A ormai quattro anni di Governo, con l’opposizione da una parte e dall’altra – all’estrema destra – il Generale Roberto Vannacci che scalpita sul tema dell’immigrazione, oggi il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha un’arma in più a suo favore. E, possiamo dirlo, è un’arma su cui ben si vede la sua impronta. Checché ne dica la sinistra, l’intesa attività diplomatica di Meloni in Europa, con gli Stati membri, e in parallelo in Africa, tra Piano Mattei e Accordi bilaterali con i paesi di transito dei flussi migratori, ha dato i suoi frutti. Ora che la campagna elettorale è sempre più vicina, poter vantare di aver cambiato la rotta in Europa non è cosa banale. Anzi.
© Riproduzione riservata






