La cronaca della guerra civile del Sudan sta vivendo un nuovo e terribile capitolo. L’esercito sudanese, guidato dal generale Abdel Fattah al Burhan, ha lanciato un pesante offensiva contro la città di El Obeid, nodo cruciale per il controllo della regione del Kordofan settentrionale. Questa area è ormai la principale linea del fronte e qui si gioca lo scontro fra i governativi ed i paramilitari delle Forze di Supporto Rapido del generale Mohamed Hamdam Dagalo, detto Hemeti. I regolari hanno diramato una serie di comunicati dove hanno dichiarato che tutta l’area a nord della città, comprese le colline che la incorniciano, sono sotto controllo governativo e che l’offensiva sta entrando in una seconda e decisiva fase.

Il bollettino parla di scontri particolarmente duri con i ribelli di Hemeti che avrebbero contrattaccato quattro volte prima di cedere il controllo della strada principale che conduce ad El Obeid. Minni Arko Minnawi, governatore del Darfur, fedele al governo di Khartoum, ha dichiarato che questa non è la fine della battaglia, ma l’inizio della vittoria. Minnawi non risiede nella regione che amministra perché rimane totalmente nelle mani delle Forze di Supporto Rapido che hanno espulso anche le milizie alleate del governo. Il Darfur è una regione chiave sia per le sue riserve minerarie che per la posizione che lo vede fondamentale per il passaggio in Ciad ed in Repubblica Centrafricana.

Intanto il portavoce delle Forze Armate Sudanesi ha dichiarato che sono tornati sotto il controllo del governo le località di Bara, Umm Garfa, Umm Sayala e Jabra al-Sheikh, tutte situate nel Kordofan Settentrionale, e come detto l’area circostante la capitale El Obeid. I militari hanno spiegato la strategia dichiarando che il primo passo era mettere in sicurezza la periferia della cittadina ed hanno poi parlato di importanti passi in avanti sia nello stato del Nilo Azzurro che in Darfur, dove non conquistavano terreno ormai da mesi. Sul fronte dei negoziati a settembre è previsto un nuovo round di incontri, ma per il momento il generale Abdel Fattah al Burhan ha respinto in toto il piano di pace presentato dagli emissari statunitensi ad inizio luglio. L’uomo forte di Khartoum sta vincendo questa fase della guerra e vuole sedersi al tavolo con il più ampio territorio controllato possibile. Da parte sua Hemeti ha dovuto ritirare due battaglioni dei suoi militari dall’area occidentale del Nilo Azzurro per evitare che fossero accerchiati e sta pianificando una nuova controffensiva per espellere i governativi dal Darfur e resistere nel Kordofan settentrionale.

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Matteo Giusti, giornalista professionista, africanista e scrittore, collabora con Limes, Domino, Panorama, Il Manifesto, Il Corriere del Ticino e la Rai. Ha maturato una grande conoscenza del continente africano che ha visitato ed analizzato molte volte, anche grazie a contatti con la popolazione locale. Ha pubblicato nel 2021 il libro L’Omicidio Attanasio, morte di una ambasciatore e nel 2022 La Loro Africa, le nuove potenze contro la vecchia Europa entrambi editi da Castelvecchi