Un flop senza attenuanti. I meno di 400 voti ottenuti nel corso della quinta votazione da Maria Elisabetta Alberti Casellati, 382 preferenze che scontano almeno 60 franchi tiratori nelle fila del centrodestra, sono il colpo del KO di Matteo Salvini.

Il leader della Lega arriva di fatto a bruciare cinque nomi in pochi giorni: dalla ‘rosa’ composta da Letizia Moratti, Carlo Nordio e Marcello Pera alla stessa Casellati, fino al nome del diplomatico Giampiero Massolo fatto filtrare nella serata di giovedì.

Neanche Salvini si aspettava, ovviamente, di uscire dalla quinta votazione eleggendo la Casellati, l’obiettivo era infatti quello di contarsi e di ottenere quantomeno i voti dei grandi elettori di centrodestra, circa 450. Ma il segretario del Carroccio ha ricevuto una clamorosa ‘sberla’ che ha il sapore dei famosi “101 di Prodi”.

Aumenta dunque il potere dei suoi alleati, sia Giorgia Meloni che Forza Italia, paradossalmente partito di provenienza della stessa Maria Elisabetta Alberti Casellati.

A chiarire che ora serve un cambio di passo, se non per il voto delle 17 sicuramente per il doppio voto previsto sabato, è l’area centrista del centrodestra. “Dopo Casellati non resta che Mario Draghi“, spiega Luigi Brugnaro, leader di Coraggio Italia.

Sempre da Coraggio Italia è durissimo il commento di Osvaldo Napoli, storico ex parlamentare azzurro: “Cala il sipario sul centrodestra, è l’ora del centro moderato, uno spazio nuovo di cui devono essere protagonisti Toti, Renzi, Berlusconi, Calenda”.

Centrodestra in cui è già partita la caccia al ‘traditore’. “Non in Fratelli d’Italia e credo nemmeno nella Lega“, dice il vicepresidente di Palazzo Madama ed esponente di FdI Ignazio La Russa. Per l’ex ministro “c’è qualcuno che se ne frega dei valori del centrodestra e pensa ad altre cose”. Pesantissime e chiaramente rivolte agli alleati centristi le parole di Giorgia Meloni: “Fratelli d’Italia, anche alla quinta votazione, si conferma come partito granitico e leale. Anche la Lega tiene. Non così per altri“.

Assicura compattezza anche la Lega: fonti del Carroccio riferiscono che i 208 voti dei grandi elettori sono andati tutti alla presidente del Senato.

 

 

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia