Sesta votazione conclusa, in corso lo spoglio delle schede e già si conosce il colore della fumata, nera ancora una volta. Dopo il flop della candidatura di Elisabetta Casellati di questa mattina e la valanga di voti per Sergio Mattarella alla votazione che si è appena conclusa (336), è arrivato il momento delle trattative e delle proposte. Sia Salvini che Conte pensano a una donna: il nome che è sulla bocca di tutti è quello di Elisabetta Belloni che ha preso solo 4 preferenze. I risultati dell’ultima chiama: Mattarella ha preso il maggior numero di voti, gli astenuti sono stati 444 e 106 le schede bianche. Le altre preferenze di rilievo sono state per Di Matteo (41), Casini (9), Manconi (8), Cartabia e Draghi (5). Il quorum è sempre a 505.

La quinta giornata di voto: dopo l’ennesima fumata nera avvenuta giovedì, nella quarta giornata dedicata all’elezione del 13esimo presidente della Repubblica, fumata nera anche al quinto scrutinio in programma alle 11 di venerdì 28 gennaio. Lo spoglio del sesto scrutinio, in programma dalle 17, è in corso ed è già annunciata l’ennesima disfatta.

Anche oggi basterà la maggioranza assoluta dei voti, 505, per eleggere il prossimo capo dello Stato. I nomi sul tavolo sono rimasti quattro, salvo eventuali sorprese dell’ultim’ora: il presidente del Consiglio Mario Draghi e l’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, mentre più defilati, dopo il flop della presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, ci sono Sergio Mattarella con un suo eventuale bis al Quirinale ed Elisabetta Belloni, la diplomatica ora alla guida del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza. Ma si punta anche sul rosario di altre personalità di area centrodestra alternative a Draghi prospettate da Salvini, Meloni e Forza Italia dopo il ritiro di Silvio Berlusconi: Carlo Nordio, Franco Frattini, Sabino Cassese, Letizia Moratti, Marcello Pera, Elisabetta Belloni, Giampiero Massolo.

Tutti nomi che però, dall’altra parte del campo, Enrico Letta, Matteo Renzi, Luigi Di Maio e Roberto Speranza hanno denunciato avere il vizio di origine di non essere candidature condivise ma imposte. Queste scelte, infatti, nei giorni scorsi hanno fatto infuriare i partiti di centrosinistra. La giornata inizia con i vertici in prima mattinata, per arrivare a eleggere il neo Capo dello Stato. Forse con la prospettiva di creare un unicum per la storia repubblicana: mai, infatti, è stato eletto il capo dello Stato al quinto scrutinio. Nel corso delle precedenti 12 elezioni, il quarto voto è stato decisivo per ben quattro volte.

Causa covid-19, finora si è tenuta una sola votazione al giorno. Al massimo 50 elettori alla volta in aula per votare. I Grandi Elettori positivi potranno votare nel parcheggio della Camera con un seggio drive-in appositamente allestito nel parcheggio della Camera. A votare i 1009 cosiddetti Grandi Elettori: 630 deputati, 321 senatori (di cui 6 a vita, 5 di nomina presidenziale e un ex presidente della Repubblica) e 58 delegati regionali, tre per ogni Regione, uno solo per la Valle d’Aosta. Votano prima i senatori, poi i deputati e infine i delegati regionali. Il voto è anonimo: perciò le elezioni del Capo dello Stato sono il regno dei franchi tiratori. Solo in due occasioni, nel 1985 con Francesco Cossiga e nel 1999 con Carlo Azeglio Ciampi, il Presidente venne eletto alla prima seduta.

LA DIRETTA

Ore 22.28 – Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio si lancia contro Giuseppe Conte, al suo nuovo alleato Matteo Salvini e forse non conscio della presa di posizione di Beppe Grillo, boccia il nome della Belloni: “Trovo indecoroso che sia stato buttato in pasto al dibattito pubblico un alto profilo come quello di Elisabetta Belloni. Senza un accordo condiviso”, e aggiunge: “Lo avevo detto ieri: prima di bruciare nomi bisognava trovare l’accordo della maggioranza Di governo. Tutto ciò, inoltre, dopo che oggi e’ stata esposta la seconda carica dello Stato. Cosi’ non va bene, non e’ il metodo giusto”.

Ore 22.07 – Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia risponde sul piano della rappresentanza di genere nelle istituzioni: “Tutti parlano dell’importanza delle donne nei ruoli chiave, ma alla prova dei fatti quando esce il nome di una donna per un’alta carica si assiste a un fuoco di sbarramento di una violenza inaudita. Ecco a voi la latente misoginia italiana”.

Ore 21.38 – Il fondatore del Movimento 5 stelle Beppe Grillo affida a Twitter il suo personale benvenuto alla futura presidente della Repubblica, secondo lui Elisabetta Belloni

Ore 21.33 – Piccolo imprevisto alla conclusione dello spoglio: una scheda in più rispetto ai votanti. Ma il presidente della Camera Roberto Fico tranquillizza tutti: “Tale differenza – ha spiegato – è dovuta verosimilmente al fatto che nella distribuzione è stata erroneamente ricevuta da un elettore una scheda in più depositata poi nell’urna. La differenza è del tutto ininfluente al fine del risultato del voto e pertanto sulla base del principio generale di resistenza e di analoghi precedenti la votazione svolta deve ritenersi pienamente valida”.

Ore 21.24 – Si rimpolpa la fazione dei contrari a Belloni. “Assolutamente inopportuno che il capo dei servizi segreti diventi presidente della Repubblica. Allo stesso modo non è accettabile che la presidenza della Repubblica e la guida del governo siano affidate entrambe a personalità tecniche e non politiche”. Così fonti di LeU.

Ore 21.00 – Licia Ronzulli vicepresidente dei senatori di Forza Italia, fedelissima di Silvio Berlusconi, intercettata dai cronisti alla Camera, si aggiunge ai contrari al nome di Belloni: “Per noi non va bene“. Rimane forte perplessità sull’eventualità che ci possa essere un tecnico come presidente del consiglio e un tecnico come presidente della Repubblica fanno sapere fonti di FI.

Dello stesso avviso anche il senatore dem Andrea Marcucci che scrive su Twitter: “Vorrei ricordare a tutti che per volontà della direzione del Pd, tutti nomi possibili per il Quirinale dovranno essere preliminarmente valutati e votati dall’assemblea dei grandi elettori dem. Non si possono votare candidati a scatola chiusa“.

Contrario a Renzi il parere di Carlo Calenda, leader di Azione “Voteremmo Belloni con convinzione. Cartabia ha più esperienza come garante della costituzione. Belloni più esperienza come rapporti internazionali. Entrambe sono fuoriclasse. E non possiamo perdere l’occasione. Una donna preparata al vertice delle istituzioni. Finalmente”, scrive su Twitter.

Ore 20.43 – Matteo Renzi, leader di Italia Viva ha fatto sapere che il suo partito non voterà il nome di Elisabetta Belloni alla settima chiama prevista per domani mattina alle 9.30: “Elisabetta Belloni è una straordinaria professionista la volevo ministro degli Esteri nel novembre 2014. La stimo molto, è una mia amica ma oggi è il capo dei servizi segreti e indipendentemente dal nome in una democrazia nel 2022 il capo dei servizi in carica non diventa presidente della Repubblica”, ha detto a Radio Leopolda.

Ore 20:28 – Intanto è in corso lo spoglio del sesto scrutinio. Oltre 80 voti, per ora, sono andati a Sergio Mattarella, l’attuale presidente della Repubblica. Pochi preferenze anche per il magistrato Nino Di Matteo (candidato dai parlamentari di Alternativa e dagli indipendenti del gruppo Misto) e Pier Ferdinando Casini.

Ore 20:25 – Chi è Elisabetta Belloni, la diplomatica che potrebbe essere la prima donna Presidente della Repubblica

Ore 20:23 – Chi è la “Presidente donna in gamba” proposta da Salvini a Presidente della Repubblica

Ore 20:02 – “Un presidente della Repubblica donna e super partes“, è quanto auspica anche l’ex premier Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle sempre all’uscita da Montecitorio. Il nome “caldo” resta quello di Elisabetta Belloni, a capo del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza. Sarebbe dunque questo l’accordo preso da Pd, Movimento 5 Stelle e Lega al termine del vertice avuto poco prima delle 19.

“C’è un’apertura ad avere finalmente una presidente della Repubblica donna. Stiamo lavorando”. Poi ha aggiunto: “Spero che ci sia la sensibilità per avere un presidente donna. Sarebbe la prima volta della storia“, spiegando che ci sono “almeno due, solide e super partes“.

Ore 19:48 – “Riassunto della giornata: il centrodestra ha mantenuto la parola mettendo a disposizione del Paese la più alta carica dopo Mattarella. Dispiace che la sinistra non si sia presentata nemmeno in aula. Avremmo avuto la possibilità di eleggere il primo presidente della Repubblica donna. Spero che a breve eleggeremo un presidente donna in gamba, non donna in quanto tale. Ma non faccio nomi…“. Così Matteo Salvini all’uscita da Montecitorio ai giornalisti.

Ore 19:15 – Enrico Letta intervenendo alla ‘Maratona Mentana’ su La7 conferma che sono in corso trattative per eleggere il presidente della Repubblica, anche se “non è semplice, ci sono varie opzioni, bisogna che maturino le condizioni politiche per fare le intese, bisogna che ognuno faccia un passo avanti”.

“La soluzione – ha aggiunto il segretario PD – passa attraverso il fatto che tutti accettiamo che tutti siamo vincitori e che non c’è un solo vincitore”. Quanto a Salvini “l’ho trovato bene, abbiamo discusso in modo franco e aperto e continueremo a farlo”.

Ore 18:40 – Segnali positivi dall’incontro a tre tra Salvini, Conte e Letta. Proprio il segretario del Partito Democratico si è detto “molto ottimista“, con dichiarazioni dunque molto meno ‘abbottonate’ rispetto a quelle degli ultimi giorni. “Ci stiamo parlando, sono in corso discussioni e stiamo lavorando a una soluzione”, ha spiegato il leader Dem.

Ore 18:20 – Incontro a tre per il Quirinale. Negli uffici del Movimento 5 Stelle della Camera è in corso un vertice tra Giuseppe Conte, Enrico Letta e Matteo Salvini: l’obiettivo è arriva quanto prima ad un accordo su un nome condiviso.

Salvini che, scrive l’Ansa, si è visto col premier Mario Draghi poco prima del vertice con i due leader del ‘campo progressista’. I due sono stati visti uscire a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro dallo stesso palazzo nei pressi di via Veneto a Roma.

Ore 18:00 – Si muove il fronte della trattiva, sempre più larga. A riferirlo è Annamaria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato, che conferma come si è aperta una discussione “con Pd, M5S e Leu. Vediamo”. Bernini, tra l’altro considerata come una ‘nemica interna’ del partito azzurro alla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, evoca quindi una possibile riedizione della “maggioranza Ursula” che consentì l’elezione di Ursula von der Leyen a presidente della Commissione europea.

Ore 17:40 – Una riflessione comune a molti nel Transatlantico: con la doppia votazione a distanza così ravvicinata, quella del pomeriggio diventa nei fatti, come emergerà anche oggi, inutile.

Troppo poco il tempo tra la fine del primo spoglio e l’inizio del voto successivo per poter tentare nuovi accordi e fare eventuali valutazioni di quanto accaduto in Aula poco prima.

Ore 17:15 – Secondo quanto riferiscono fonti del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte “sta sentendo il centrodestra” che, “dopo questa forzatura istituzionale e il fallimento della prova” appare “molto diviso” e “si intensificano le trattative” per arrivare a una soluzione condivisa per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica.

Ore 17:00 – Si riparte con la sesta votazione: viste le mosse annunciate dai vari partiti, tra schede bianche e astensione, neanche questa sera verrà eletto il presidente della Repubblica.

Ore 16:58 – Casellati come Prodi, Salvini brucia la candidatura e affossa il centrodestra: Bersani si dimise, lui?

Ore 16:55 – Dopo il flop del quinto scrutinio,  il centrodestra, al termine del vertice, avrebbe deciso di astenersi senza ritirare la scheda nel sesto scrutinio. Un modo per contarsi ed evitare franchi tiratori. 

Ore 16:20 – Cosa succede ora? Mentre nel centrodestra è aperta la caccia ai franchi tiratori, con Lega e Fratelli d’Italia che accusano in particolare i centristi della coalizione (tra cui Forza Italia, partito della Casellati), ripartono vertici e riunioni.
Incontri ci sono nel ‘campo progressista’, con una riunione informale tra PD, Movimento 5 Stelle e Leu, ma anche nel fronte opposto. Il tutto in vista della sesta votazione in programma alle 17, che dovrebbe essere comunque interlocutoria in vista della giornata di sabato.

Ore 16:06 – Forza Italia fa lo sgambetto alla Casellati, scintille in transatlantico: “Ora si dimetta”

Ore 16:00 – Nel centrodestra è partita la caccia al ‘traditore’, con Lega e FdI che assicurano di aver votato per Casellati: ma a uscire sconfitto dalla quinta votazione è Salvini, ‘volto’ del quinto nome bruciato dalla coalizione

Ore 14:50 – Ancora fumata nera. Fallisce l’operazione Casellati del centrodestra. La presidente del Senato si ferma a 382 voti e non raggiunge il quorum dei 505 previsti per l’elezione, al quinto scrutinio, del 13esimo presidente della Repubblica e nemmeno la soglia dei 400 auspicata dai partiti che sostengono la sua candidatura. Il prossimo voto, il sesto scrutinio, è in programma alle 17. Voti per l’attuale presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il magistrato Nino Di Matteo, indicato dai parlamentari di Alternativa e dagli indipendenti del gruppo Misto. Preferenze anche per Marta Cartabia, indicata da Azione e +Europa e per Silvio Berlusconi e Antonio Tajani. Gli astenuti sono stati 406, le schede bianche 11, nulle 9.

I numeri – I grandi elettori della coalizione di centrodestra sono 457 suddivisi così: Lega 212, Forza Italia 136, Fratelli d’Italia 63, Coraggio Italia 31, UDC 5, Noi con l’Italia 3, Diventerà Bellissima 1, Noi di Centro 1, Rinascimento 1, parlamentari nel Misto (non iscritti) eletti col centrodestra 4. Al totale dei voti va escluso quello della stessa presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, che di norma (come il presidente della Camera) non vota.

Ore 14:20 – Inizia lo spoglio della quinta votazione: l’attenzione è ovviamente rivolta ai voti che otterrà la presidente del Senato Casellati, la maggioranza richiesta è di 505 voti e i grandi elettori del centrodestra sono 457.

Ore 13:15 – Una ‘bordata’ contro la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati arriva dal Partito Democratico. Enrico Borghi, componente della segreteria, chiede infatti che la candidata del centrodestra non presieda lo scrutinio: “È del tutto inopportuno che la presidente Casellati nello spoglio odierno co-presieda lo scrutinio delle schede, di fatto controllando i voti per sé stessa. Nel 1992, quando Oscar Luigi Scalfaro si trovò in analoga condizione, si astenne dal presiedere lo scrutinio lasciando il compito al vicepresidente Rodotà. Ci auguriamo il medesimo rispetto delle istituzioni”, è la richiesta avanzata dai Dem.

Il motivo? La possibilità da parte della stessa Casellati di ‘contare’ i voti da parte della sua coalizione sfruttando diverse formule: un solo cognome, entrambi i cognomi, nome e cognome per esteso. Anche se il presidente della Camera Roberto Fico leggesse una formula ‘neutra’, a controllare le schede al suo fianco ci sarebbe infatti proprio la Casellati.

Ore 13:05 – Lo stesso Salvini in conferenza sembra credere poco alla candidatura della Casellati, aprendo chiaramente ad un confronto su altri nomi: ““Io non pongo veti nei confronti di nessuno, ma se uno mi chiede di Sergio Mattarella dico che ha già detto di no, di Roberto Fico che non ha l’età. Mario Draghi? Da italiano sarei più tranquillo se continuasse a fare il premier. Anche perché se già fatichiamo a fare riunioni per trovare un presidente della Repubblica, figuriamoci per trovare un altro premier e altri ministri”, ha detto ai cronisti.

Ore 12:50 – Scontro a distanza (temporale) ravvicinata tra Salvini e Conte dopo le parole del primo sulla candidatura della Casellati. Per l’ex premier infatti c’è un “cortocircuito istituzionale” dopo la scelta del centrodestra di votare per la presidente del Senato.

La soluzione, aggiunte Conte, “non può che essere di alto profilo, pienamente condivisa e quindi super partes, deve nascere super partes. Non si può procedere con questi strappi”.

“Tre giorni fa abbiamo detto che rinunciavamo a fare una contro-lista di nomi – ricorda Conte – e da tre giorni inseguiamo i nostri interlocutori di centrodestra per cercare di trovare una candidatura condivisa. Oggi, a poche ore dal voto, veniamo a sapere che c’era la candidatura della seconda carica dello Stato. Non partecipiamo a questi atti di forza e alla conta su più alte cariche istituzionali. Per questa ragione abbiamo deciso di astenerci”.

Ore 12:25Salvini e il centrodestra puntano fortissimo sul presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati per il Quirinale. Casellati che per il leader della Lega “è il miglior candidato possibile, è il massimo che la Repubblica possa mettere a disposizione dopo Mattarella, che ha già detto di non essere d’accordo ad un reincarico. Non è un nome di bandiera tanto per contarci”, ha spiegato Salvini durante una conferenza stampa convocata mentre è in corso la quinta votazione.

Dal segretario del Carroccio accuse anche al centrosinistra allargato: “Sono deluso dalla fuga della sinistra, che diserta il voto e diserta anche le riunioni di maggioranza: proporrò di incontrarci prima del secondo voto. Se non ci si parla e si fugge la situazione non si risolve”.

A favore della Casellati è anche il punto che “potrebbe essere storicamente il primo presidente donna della Repubblica”, ha ricordato Salvini sottolineando come “fu eletta presidente del Senato con il 75% dei voti, non un’era fa ma 4 anni fa”

Ore 11:40 – Il ‘campo progressista’, ovvero l’unione di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Leu, ha deciso ufficialmente di astenersi nella quinta votazione. La formula, spiegano dagli ‘ex giallo-rossi’, è quella del “presente non votante”.

“Il centrodestra continua a gestire irresponsabilmente il più importante passaggio democratico e costituzionale rappresentato dall’elezione del Presidente della Repubblica. Consideriamo la unilaterale candidatura della seconda carica dello Stato, peraltro annunciata a un’ora dalla quinta votazione, un grave errore”, è la posizione espressa in una nota da Letta, Conte e Speranza.

Ore 11:35 – Su quali numeri bisognerà confrontarsi per capire se la candidatura della Casellati unirà realmente il centrodestra? Quelli dei grandi elettori della coalizione, che sono 457 suddivisi così: Lega 212, Forza Italia 136, Fratelli d’Italia 63, Coraggio Italia 31, UDC 5, Noi con l’Italia 3, Diventerà Bellissima 1, Noi di Centro 1, Rinascimento 1, parlamentari nel Misto (non iscritti) eletti col centrodestra 4.

Al totale dei voti va escluso quello della stessa presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, che di norma (come il presidente della Camera) non vota.

Ore 11:23 – A pochi minuti dall’inizio del voto arriva sui social il post di Silvio Berlusconi in appoggio alla candidatura di Casellati. “Il Centrodestra ha trovato l’accordo per il voto di questa mattina, su Elisabetta Casellati che da Presidente del Senato, Seconda Carica dello Stato, diventerebbe Prima Carica dello Stato. Io conosco Elisabetta Casellati da oltre 30 anni e posso garantire sulla sua assoluta adeguatezza a questo eventuale nuovo ruolo super partes. Per tale motivo mi rivolgo ai Parlamentari di tutti gli schieramenti, per chiedere loro di sostenere la Casellati. Dobbiamo assolutamente porre fine all’attuale spettacolo indecoroso che la politica sta dando di sé agli italiani e che l’opinione pubblica non riesce più a capire e a tollerare. Ringrazio di cuore tutti i Parlamentari che daranno seguito a questo mio appello e mi auguro che finalmente il Parlamento possa dare un segnale di responsabilità e di adeguatezza al ruolo che la Costituzione gli assegna. Lo spero davvero”.

Ore 11:10 – Anche il Pd e Leu, oltre a Italia viva, hanno deciso di non partecipare alla prima chiama. Si valuterà la posizione sulla seconda

Ore 11:03 – È cominciata la quinta votazione per eleggere il 13esimo Presidente della Repubblica.

Ore 11:00Italia Viva non parteciperà alla prima chiama per l’elezione del presidente della Repubblica mentre è ancora in corso il vertice del centrosinistra.

Ore 10:42 – Ci saranno due sedute di votazioni: anche oggi pomeriggio si voterà per il Presidente della Repubblica. Secondo molti sarà quella di oggi pomeriggio la votazione decisiva. La riunione dei capigruppo di Camera e Senato ha approvato la doppia votazione quotidiana: oggi pomeriggio alle 17:00, sabato alle 9:30 e alle 16:30.

Ore 10:23 – “Sono contenta che si sia arrivati alla decisione di andare in aula con un candidato proposto dalla nostra metà campo ma parliamo della seconda carica dello Stato, una donna, presidente del Senato ed è un’apertura verso gli altri, una candidatura meno politicizzata e più istituzionale“, le parole della leader di FdI Giorgia Meloni al termine del vertice di centrodestra.

Ore 10:17 – “Vediamo come andrà alla prima votazione se non dovesse esserci un risultato vincente oggi pomeriggio continueremo con Elisabetta Alberti Casellati … A buon intenditor poche parole: i grandi lettori di Forza Italia voteranno Elisabetta Alberti Casellati”, le parole di Antonio Tajani, coordinatore di Forza Italia, riportate da LaPresse.

Ore 09:55 – Il segretario della Lega Matteo Salvini ha invitato tutti i leader della maggioranza a un vertice prima del voto al via alle 11:00.

Ore 09:45 – Il centrosinistra potrebbe optare per la scheda bianca alla quinta votazione. L’indiscrezione mentre è ancora in corso il vertice tra il leader Pd Enrico Letta, quello del M5s Giuseppe Conte e Leu Roberto Speranza. Si valutano anche candidature alternative. In corso ancora le valutazioni.

Ore 09:30 – “Proporre la Casellati è irresponsabile? “E perché? E’ la seconda carica dello Stato. La sinistra ha la pretesa di voler avere il monopolio dei giudizi morali, è questo il vizio di tutta questa vicenda”. Lo ha detto il senatore di FI, Maurizio Gasparri, arrivando a Montecitorio. E poi sul nome di Cassese uscito nei giorni scorsi ha detto: “Cassese è stato uno dei più tenaci avversari delle idee del centrodestra, mai potra’ essere Cassese che va cassato”. E a chi gli domandava se è stato un errore strategico del leader leghista Matteo Salvini ha risposto: “Non lo so, saranno stati dei comunisti a proporlo, escludo che lo abbia fatto Salvini”.

Ore 09:25 – E’ iniziato, alla Camera, il vertice del centrodestra in vista dell’elezione del presidente della Repubblica. All’arrivo al vertice il segretario Udc Lorenzo Cesa ha detto che il centrodestra resta orientato a votare la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. “Sì”, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano se il voto andrà alla Presidente del Senato.

Ore 09: 21 – Il centrodestra non ha ancora comunicato al centrosinistra il nome del candidato che oggi dovrebbe votare per il Quirinale. E’ quanto si apprende da varie fonti mentre è in corso il vertice di M5s, Pd e Leu. Le delegazioni stanno valutando come comportarsi nel caso in cui il centrodestra votasse un nome di area nella quinta votazione. L’idea ad ora prevalente sarebbe quella di uscire dall’aula o astenersi.

Ore 09:10 – Dure parole della leader di Fratelli di Italia Giorgia Meloni su Twitter: “La desolazione delle manfrine sull’elezione del Presidente della Repubblica certifica 2 cose che @FratellidItalia sostiene da sempre: 1. Con questo Parlamento è impossibile decidere qualsiasi cosa. 2. Se fossero stati gli italiani ad eleggere il PdR lo avrebbero fatto in un giorno”.

Ore 09:00 – Il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani, arrivando a Montecitorio per il vertice di centrodestra, assicura: “Il governo non cade. Dobbiamo lavorare molto. Vogliamo trovare soluzioni condivise”. E nell’ostentare compattezza, punta il dito sul centrosinistra. “E’ la sinistra che ieri si è divisa, il centrodestra è compatto e unito. Noi scandalosi? Addirittura, dov’e’ lo scandalo. Non abbiamo mai posto veti”.

Ore 08:55 – Il leader di Iv Matteo Renzi lascia in campo l’ipotesi di un Mattarella Bis. “Non escludo l’ipotesi che possa esservi anche un Mattarella bis, sarebbe una forzatura nei confronti di Mattarella e oltremodo scorretto ma al venerdì mattina o la vicenda si risolve nelle prossime ore o questa ipotesi e’ in campo con tutta la sua forza”. Così il leader di Italia viva, Matteo Renzi su Radio Leopolda. Per Italia Viva non è sul tavolo la possibilità di votare il presidente del Senato Casellati. “Noi Casellati non la votiamo come non votiamo nessun candidato divisivo come abbiamo sempre detto. Ma il centrodestra la smetta di correre dietro la Meloni che tenta di far saltare la maggioranza di Governo”. Lo ha detto il presidente di Italia Viva, Ettore Rosato, ai cronisti della Camera.

Ore 08:45 – Prima del nuovo vertice delle delegazioni di Pd, M5S e Leu, il segretario dem Enrico Letta non nasconde la delusione per le giornate precedenti: “Abbiamo sempre lavorato per l’unità. L’impressione è che abbiano tentato di dividerci, con idee fantasiose con l’obiettivo di dividere e non di trovare una soluzione per il Paese”, ha detto entrando alla Camera. E poi afferma “Chiederemo a Fico di aumentare le votazioni e arrivare almeno a due votazioni al giorno”. E poi, con un pizzico di amarezza, sibila: “Mi chiedo se ho fatto bene a fidarmi”. Il riferimento ricade sul centrodestra.

Redazione