E’ stata arrestata a Milano dalla guardia di finanza Cecilia Marogna, la 39enne manager cagliaritana divenuta nota come la ‘dama del cardinale’ Angelo Becciu per il rapporto fiduciario che la legherebbe all’ex numero due della Segreteria di Stato vaticana, cacciato lo scorso 25 settembre.

Nei suoi confronti gli inquirenti vaticani hanno emesso un mandato di cattura internazionale attivando l’Interpol. Nel mirino sarebbero finiti, come rivelato da un’inchiesta delle Iene, bonifici per mezzo milione di euro ricevuti dalla Santa Sede per operazioni segrete umanitarie in Asia e Africa, e finiti, quasi per la metà, nell’acquisto di borsette, cosmetici e altri beni di lusso. Ora sarà estradata e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria vaticana.

In possesso di una lettera firmata da Becciu che la accreditava come persona di sua fiducia, Marogna, sempre secondo l’accusa, avrebbe ricevuto il denaro in diverse tranche tra il dicembre 2018 e il luglio 2019 sul conto corrente della Logsic d.o.o., la società, con sede a Lubiana, di cui è amministratrice. I versamenti sarebbero tutti con causale “contributo per missione umanitaria“. Dei quasi 500mila euro incassati dalla Santa Sede, circa 200mila sarebbero stati spesi in vestiti, ristoranti e lussuosi accessori (tra l’altro 12mila euro da poltrona Frau, 2.200 da Prada, 1.400 da Tod’s, 8mila da Chanel).

La stessa Logsic si sarebbe rivelata una società ‘fantasma’, tanto che nel palazzo di Lubiana indicato come sede le Iene hanno trovato solo una casella postale – condivisa con altre cinque società – , e un ufficio chiuso senza nemmeno la targhetta. I bonifici in questione sarebbero stati firmati quando a Becciu era già succeduto come Sostituto agli Affari generali mons. Edgar Pena Parra, ma sarebbe stato proprio l’ex prefetto per la Congregazione delle Cause dei Santi a chiedere a monsignor Alberto Perlasca, all’epoca a capo dell’ufficio amministrativo della SdS (oggi indagato nell’inchiesta vaticana), di onorare gli accordi presi con la managing director della Logsic.