Il tribunale di Londra ha respinto la richiesta degli avvocati del fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, di ignorare le nuove accuse mosse contro di lui dagli Stati Uniti che lo hanno incolpato di aver cospirato con membri di gruppi di hacker noti come LulzSec e Anonymous e di aver cercato di reclutare nuovi hacker in Europa e Asia. L’avvocato di Assange Mark Summers ha affermato che era “un compito impossibile” per il team legale affrontare le nuove accuse in tempo per l’udienza in tribunale di lunedì, sia per l’impossibilità di arrivare ad Assange sia per le misure imposte dal covid-19. La difesa aveva dichiarato: “Non siamo semplicemente in grado di raccogliere prove” per prepararci alle accuse “fatte solo nelle ultime settimane”. Ma il giudice ha respinto la richiesta.

Assange, che ha trascorso quasi un anno e mezzo in una prigione britannica, si è seduto al banco degli imputati presso il tribunale penale di Old Bailey e ha formalmente rifiutato la richiesta di estradizione degli Stati Uniti. Il fondatore di WikiLeaks che, secondo gli avvocati ha subito problemi di salute fisica e mentale a causa del suo calvario, ha parlato chiaramente per confermare il suo nome e la data di nascita. Decine di sostenitori, tra cui la stilista Vivienne Westwood e la compagna di Assange, Stella Moris, si sono riuniti fuori dal tribunale, cantando, suonando i tamburi e definendo la sua accusa una minaccia alla libertà di stampa.

IL PROCESSO – Dopo lo stop dovuto alla pandemia di Covid-19 riprende a Londra l’esame della richiesta di estradizione del fondatore di WikiLeaks Julian Assange avanzata dagli Stati Uniti. I pubblici ministeri americani hanno accusato il 49enne australiano di spionaggio e uso improprio del computer per la pubblicazione di documenti militari secretati. Assange, se estradato, rischierebbe fino a 175 anni di carcere. Le autorità americane affermano che il fondatore di WikiLeaks abbia cospirato con l’analista dell’intelligence dell’esercito americano Chelsea Manning per hackerare un computer del Pentagono e rilasciare centinaia di migliaia di dispacci diplomatici segreti e file militari sulle guerre in Iraq e Afghanistan, e che abbia cospirato con membri di organizzazioni di hacking e ha cercato di reclutare hacker per fornire a WikiLeaks informazioni riservate.

Gli avvocati di Assange affermano che l’accusa è un abuso di potere, politicamente motivata, che soffocherà la libertà di stampa e metterà a rischio i giornalisti di tutto il mondo. I legali sostengono che Assange sia un giornalista autorizzato alla protezione del Primo Emendamento, e affermano che i documenti trapelati hanno rivelato illeciti militari statunitensi. Tra i file rilasciati da WikiLeaks figura anche il video di un attacco in elicottero Apache del 2007 da parte delle forze americane a Baghdad che ha ucciso 11 persone, tra cui due giornalisti dell’agenzia di stampa Reuters.

“I giornalisti e gli informatori che rivelano attività illegali da parte di aziende o governi e crimini di guerra, come le pubblicazioni per cui è stato accusato Julian, dovrebbero essere protetti dall’accusa”, ha affermato l’avvocato di Assange Jennifer Robinson. Organizzazioni giornalistiche e gruppi per i diritti umani hanno chiesto alla Gran Bretagna di rifiutare la richiesta di estradizione. Amnesty International ha affermato che Assange era “l’obiettivo di una campagna pubblica negativa da parte di funzionari statunitensi ai massimi livelli”. Il caso dovrebbe durare fino all’inizio di ottobre. Il giudice distrettuale Vanessa Baraitser dovrebbe impiegare settimane o addirittura mesi per emettere il verdetto, contro cui le parti potranno comunque ricorrere in appello.