Torna la compattezza nel centrodestra, che da piazza del Popolo a Roma si è ritrovato unito contro il governo Conte per la manifestazione chiamata “Insieme per l’Italia del lavoro”.

Sul palco hanno sfilato Antonio Tajani, Giorgia Meloni e a chiudere il leader della Lega Matteo Salvini. Il primo a parlare è proprio il vicepresidente di Forza Italia Tajani, davanti tanta gente distanziata, anche se da alcuni settori era evidente come non ci fosse il ‘tutto esaurito’. Qui c’è la squadra del governo del futuro“, ha detto al suo arrivo Salvini. Poi rispondendo a una domanda sul Mes ha aggiunto: “Sapremo di convincere gli altri della bontà delle nostre idee”.

Tajani ha ribadito l’unità del centrodestra, nonostante i noti distinguo sul Mes con gli alleati sovranisti: “Vogliamo vincere per dare una spallata a questo governo. Siamo alternativi a loro perché ci battiamo sempre per la libertà”, ha detto Tajani. Il vicepresidente del partito azzurro è tornato anche sulla sentenza Berlusconi, definendola “una ignobile decisione con ordini impartiti dall’alto. E con Salvini vogliono fare come con la sentenza Berlusconi”, è stato il parallelo di Tajani. Il vicepresidente di Forza Italia ha ribadito quindi che “la via maestra è andare al voto, sperando che ci facciano votare. Siamo alternativi a loro, perchè difendiamo sempre la libertà. Loro con la Cina, noi con i ragazzi di Hong Kong, noi con il popolo venezuelano, loro con il regime di Maduro”.

Subito dopo è il turno della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, tornata su un cavallo di battaglia della destra, i migranti. “L’unica attività che si rimette in moto con il Dl rilancio economico è quella degli scafisti. Ma non con noi, con noi si rispettano i confini e si fa il blocco navale. Se i cittadini vogliono fermare l’invasione, l’invasione si deve fermare, anche contro quella magistratura che non fa il bene della democrazia”, ha attaccato la Meloni. Un passaggio quindi sulla legge sull’omofobia allo studio dell’esecutivo, che per leader di FdI è “una deriva liberticida che non risparmia nessuno. Metteranno in galera chi è contro l’utero in affitto. Questa furia iconoclasta che non risparmia nessuno, tutti razzisti… ma l’unico razzismo è l’ignoranza che alberga nelle loro menti”.

La chiusura sul palco è destinata ovviamente a Salvini. Il leader del Carroccio, che prima di salire si è fermato a parlare con i giornalisti ribandendo come di Berlusconi “mi fido totalmente”. Tanti i temi toccati dall’ex ministro dell’Interno sul palco: sulla scuola “mancano libertà e mezzi’ come diceva don Sturzo, ma in Italia manca anche un ministro dell’Istruzione. L’Italia non ha un ministro della Scuola, la Azzolina non è in grado di fare il ministro. Dateci una mano a liberare la scuola italiana dalla Azzolina”. Poi il capitolo giustizia, con Salvini che rivolge un saluto a Berlusconi “che in maniera infame è stato umiliato ed eliminato da dove gli italiani lo avevano messo. Io in tribunale a Catania il 3 ottobre ci andrò a testa alta”, riferendosi al processo per il caso Gregoretti. Salvini ha quindi chiesto “la riforma della giustizia, urgente da fare nel paese”. Quindi una stoccata al governo e alle politiche sociali ed economiche: “Non voglio nuovi schiavi, basta con i no della Cgil, e faccio gli auguri al nuovo segretario della Uil che si insedia oggi. L’Italia costruiamola sui sì e non sui no. Faremo un paese pieno di gru”, annuncia Salvini.