Gabriel Boric eletto nuovo presidente della Repubblica del Cile. A soli 36 anni sarà il più giovane Presidente della storia della Repubblica. Il leader della sinistra ha staccato di undici punti percentuali il rivale José Antonio Kast: una vittoria dal largo margine sul candidato ultraconservatore. 55,86% contro il 44,14%. Affluenza record: oltre il 50% degli aventi diritto. Fuori dal ballottaggio, per la prima volta da trent’anni, le forze che avevano governato il Paese dalla fine della dittatura, Chile Vamos e l’ex Concertación.

“Sarò il presidente del Cile di tutti i cileni e non governerò solo tra quattro mura”, ha dichiarato Boric, candidato della coalizione di sinistra Apruebo Dignidad, in una telefonata con il presidente uscente Sebastián Piñera. Boric, ex leader studentesco, dal 2014 alla guida di una coalizione di sinistra che riunisce il Frente Amplio e il Partito Comunista, ha raccolto l’eredità del movimento che nel 2019, prima dello scoppio della pandemia, aveva portato in piazza migliaia di persone a manifestare contro le politiche ultraliberiste di Piñera. 30 le vittime di quelle proteste in strada.

Boric ha tagliato i capelli e la lunga barba. Ha ottenuto il sostegno dell’ex presidente Ricardo Lagos e di Michelle Bachelet, attuale Alto commissario per i diritti umani dell’Onu. Ha sminuito le critiche che lo accostavano al modello bolivariano e chavista del Venezuela e promesso il rafforzamento del ruolo dello Stato nell’economia, l’aumento delle tasse ai “super ricchi” per finanziare la spesa sociale, la cancellazione dei debiti di studio e la fine del sistema pensionistico privato ereditato dalla dittatura. Festa e caroselli nelle strade con il canto “el pueblo unido jamás será vencido”.

Il futuro presidente ha iniziato il suo discorso nella lingua indigena dei Mapuche. Ha assicurato un “governo aperto, perché un governo non avanza da solo. Con noi, la gente entra a La Moneda”. Ha concluso il discorso con una citazione del discorso di Salvador Allende nella notte del 4 settembre 1970: “Vayan a sus casas con la alegría sana de la limpia victoria alcanzada”, ha detto. Si è imposto in particolare nei quartieri popolari, tra le donne e gli elettori under 30. Entrerà ufficialmente in carica il 22 marzo del 2022.

Kast, candidato del Frente Social Cristiano di estrema destra, di origini tedesche e figlio di un nazista, ha riconosciuto la sconfitta. “Da oggi il nuovo presidente del Cile si merita tutto il nostro rispetto”. Al primo turno aveva ottenuto più voti. Aveva elogiato in più occasioni il dittatore Augusto Pinochet, presidente del Cile dal colpo di stato del 1973 al 1990. La vittoria di Boric viene considerata come il capitolo finale della dittatura di Pinochet: la settimana scorsa, a 99 anni, era morta Lucia Hiriart, vedova del despota. E anche in quel caso tanti cittadini erano scesi in piazza praticamente a festeggiare la dipartita della donna considerata “di ferro”, che aveva un grande potere durante gli anni del regime. Il marito aveva riconosciuto la moglie, sposata nel 1943, tra le persone che più avevano influenzato la decisione di mettere in atto il terribile colpo di stato del 1973.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.