È stato aggredito in casa, a Parigi, nella notte tra venerdì e sabato scorso, Marek Halter. Scrittore, intellettuale, superstite dell’Olocausto, ha raccontato dell’episodio al giornale Le Figaro. Halter è nato a Varsavia, ha scritto numerose opere legate alla storia del popolo ebraico. Al momento è al lavoro su un libro intitolato Un libro senza profeti, in uscita il prossimo 4 marzo.

“Mi ero appisolato sulla sedia, controllando le bozze per il mio prossimo libro, quando ho sentito una presenza e ho visto un uomo incappucciato su di me, e un altro sulla porta. Entrambi indossavano guanti neri e mi sembravano professionali, agili. Ho afferrato quello che era vicino a me, per chiedergli cosa stesse facendo a casa mia. Mi ha dato dei colpi, lasciandomi lividi e ferite. ‘Se gridi sei morto’ mi ha detto”.

I due sarebbero entrati da una finestra. Hanno rubato soltanto le chiavi dell’appartamento, ha aggiunto, come se avessero intenzione di tornare. È stata aperta un’inchiesta per furto con scasso e violenze. Halter è stato già obiettivo di altre aggressioni nella sua vita. Nessun insulto razzista, come successo le altre volte. Lo scrittore non esclude che l’uscita del suo prossimo libro, nel quale attacca l’”intellighenzia” religiosa, non sarebbe estranea all’aggressione. “Non volevano rubare niente, volevano spaventarmi”.

Halter è nato a Varsavia, figlio di una poetessa yiddish e di un padre tipografo. Dopo la fuga dal ghetto la famiglia si rifugiarono in Ucraina dove venne però arrestata dai soldati sovietici e trasportata a Mosca. Dopo l’invasione dell’Urss da parte della Germania nazista la famiglia fuggì in Uzbekistan, a Kokonand, con un altro milione di rifugiati. I genitori si ammalarono e la sorella Bénérice morì di fame.

A 10 anni Halter tornò in Polonia, poi andò in Francia. Ha fatto teatro e pittura. Ha organizzato incontri tra autorità israeliane e palestinesi. Ha fondato la rivista Elementi alla quale hanno partecipato intellettuali sia israeliani che palestinesi. Il suo primo libro, Il folle e i re, del 1976, sul Medio Oriente, è diventato un best seller. Altro grande successo è Abraham, del 1983. È stato amico di Juan Domingo Peron, Yitzhak Rabin, Shimon Peres, Yasser Arafat. Ha partecipato e contribuito agli incontri di Parigi e Oslo tra israeliani e palestinesi. Il suo film I Giusti, del 1994, è stato presentato nel 1994 al Festival del cinema di Berlino.