Migliaia di persone hanno visitato la camera ardente a Houston per l’ultimo saluto a George Floyd. L’uomo, ucciso il 25 maggio a seguito di un intervento violento della polizia, sarà seppellito a Houston, con una cerimonia in forma privata. Floyd sarà sepolto vicino alla madre a Pearland, un sobborgo della cittadina texana. Il caso di Floyd ha scatenato violente proteste in tutto il Paese che hanno causato morti e feriti e portato il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump a minacciare l’uso dell’esercito.

George Perry Floyd Jr. era nato a Fayetteville, in North Carolina, nell’ottobre nel 1973. Ma era cresciuto a Houston, dove si era trasferito con la madre quando era ancora bambino. I due avevano vissuto nelle Cuney homes, case popolari del Third Ward, un quartiere abitato in prevalenza da afroamericani. In un compito della seconda elementare, secondo quanto postato su Facebook da una sua maestra, aveva scritto di voler diventare un giudice della Corte Suprema.

Floyd si iscrisse al liceo Jack Yates di Houston, dove era diventato un buon giocatore di basket e baseball. Ormai aveva raggiunto i due metri di altezza. Successivamente aveva frequentato il South Florida community college, sperando di poter diventare un giocatore di basket, ma un anno dopo aveva lasciato l’istituto per il Texas A&M University di Kingsville. Tornato a Houston aveva cominciato a fare hip hop con il nome di Big Floyd. Aveva registrato un pezzo, Sittin’ on top of the world, nello studio Robert Earl Davis Jr. Ma si era anche cacciato in alcuni guai: venne arrestato per furto e possesso di droga. Dichiaratosi colpevole di furto aggravato a mano armata, passò i successivi quattro anni alla Diboll Unit, una prigione privata in Texas. Nel 2013 aveva ottenuto la libertà condizionale e aveva cominciato a lavorare nella chiesa Resurrection Houston impegnandosi a favore degli abitanti di alcuni quartieri popolari.

Un anno dopo si era trasferito a Minneapolis, nel Minnesota, dove lavorava come guardia di sicurezza al club-ristorante Conga Latin Bistro. Aveva perso il lavoro a causa della crisi scatenata dal coronavirus. Floyd aveva una compagna, Courtney Ross, e cinque figli, tra cui due, Quincy Mason e Gianna, di 22 e 6 anni che vivono a Houston, e un altro figlio più grande a Bryan, sempre in Texas. L’uomo al momento del fermo della polizia era positivo al coronavirus. Il pomeriggio del 25 maggio è stato fermato da due pattuglie e immobilizzato a terra per 8 minuti e 46 secondi. Era disarmato. A causare la sua morte l’intervento violento dell’agente Derek Chauvin, licenziato e accusato di omicidio.