Verso il voto
Chi sarà il prossimo Presidente della Repubblica. Meloni, Mantovano o Fitto: i nomi della destra
Se il centrodestra dovesse vincere le prossime elezioni politiche, oggi ipotizzate per la primavera del 2027, e consolidare una maggioranza parlamentare tale da incidere sull’elezione del Capo dello Stato nel 2029, sarebbe del tutto fisiologico che il prossimo Presidente della Repubblica fosse espressione di quell’area politica. È accaduto in passato con altre maggioranze. Perché dovrebbe scandalizzare soltanto quando a governare è il centrodestra?
L’elezione del Presidente della Repubblica non è un sorteggio, ma il punto di arrivo di un equilibrio politico costruito nelle urne. Chi vince le elezioni governa e, quando i numeri lo consentono, contribuisce in maniera decisiva anche alla scelta del Capo dello Stato. Non c’è nulla di eversivo né di sorprendente: è semplicemente il funzionamento della democrazia parlamentare.
Chi sarà il prossimo Presidente della Repubblica
I nomi realmente spendibili non mancano. Il primo è quello di Raffaele Fitto. Da vicepresidente esecutivo della Commissione europea ha costruito rapporti istituzionali con amministratori e governatori di ogni appartenenza politica. È una figura che parla il linguaggio delle istituzioni prima ancora che quello della polemica partitica. E non va dimenticato un dettaglio: nell’elezione del Presidente della Repubblica votano anche i delegati regionali. Coltivare credibilità trasversale tra i territori rappresenta un patrimonio politico che pesa.
Il secondo nome è Alfredo Mantovano. Magistrato, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, uomo di profonda cultura giuridica e di riconosciuto equilibrio istituzionale. Da anni rappresenta uno dei punti di riferimento più autorevoli dell’apparato dello Stato, lontano dai riflettori ma centrale nelle dinamiche di governo. È probabilmente il profilo più “quirinalizio” oggi presente nell’area di centrodestra.
E poi c’è Giorgia Meloni. Perché, piaccia o no, è lei oggi il vero banco che dà le carte della politica italiana. La leader che ha saputo consolidare il consenso del centrodestra, costruire una rete internazionale credibile e guidare una coalizione complessa mantenendone la leadership. Se nel 2029 dovesse trovarsi ancora al centro della scena politica con una maggioranza solida alle spalle, nessuno potrebbe seriamente escludere il suo nome dalla corsa al Colle.
Il resto appartiene alle dinamiche future. Ma una cosa appare già chiara: il prossimo Presidente della Repubblica nascerà innanzitutto dal risultato delle urne. Per questo sorprende il clamore suscitato dalle parole della premier. Non è Meloni ad aver scoperto le carte. Sono le regole della democrazia parlamentare che, ancora una volta, ricordano una verità tanto semplice quanto inevitabile: chi conquista il consenso degli italiani conquista anche il diritto di indicare la rotta delle più alte istituzioni della Repubblica.
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