Stanno scatenando molte polemiche le fotografie  scattate domenica pomeriggio che ritraggono una Bergamo Alta affollata di gente. E questo perché la città lombarda è stata una delle più colpite dal coronavirus. In totale sarebbero stati 12.444 i contagiati in provincia; su un totale di 84.844 positivi e 15.519 morti in Lombardia, dati della Regione. Perciò gli scatti della Corsarola presa d’assalto, come scrive L’eco di Bergamo, sta suscitando indignazione e polemiche sul web. La via Bartolomeo Colleoni è il passeggio principale della Città Alta. Nelle foto si vedono anche diverse persone non indossare le mascherine. Va detto che le strade del centro storico sono piuttosto strette e quindi impediscono il distanziamento sociale. “Impossibile distanziarsi con così tanta gente e con le strade strette di Bergamo Alta, anche città bassa richiama tantissime persone”, ha scritto L’Eco di Bergamo.

Il sindaco Giorgio Gori ha quindi criticato il comportamento dei suoi cittadini attraverso un video sui social: “Non basta invocare i controlli: se anche avessimo il triplo degli agenti di polizia locale non potremmo essere dappertutto a controllare tutti. E comunque non li abbiamo. Li faremo i controlli, ma sta innanzitutto a noi”. “E mentre stamattina (domenica 17 maggio, ndr) dopo una passeggiata sui Colli, ero tornato a casa rinfrancato – continuava il primo cittadino – non avevo incontrato una sola persona senza mascherina, le immagini del pomeriggio, di Città Alta e di Largo Rezzara, mi hanno preoccupato e fatto arrabbiare. Non sono bastati centinaia morti nella nostra città? Vogliamo ritrovarci tra un mese di nuovo nei guai? Ve lo chiedo di nuovo: per piacere, metteteci serietà, impegno e rigore”.

Le immagini della Città Alta hanno preoccupato essendo tra l’altro arrivate alla vigilia delle attività di molte riaperture. “Lunedì è un giorno importante – aveva avvisato il sindaco – Dopo una lunga chiusura riaprono i negozi, i bar e ristoranti: in questo video vi spiego con quali obblighi e precauzioni. Le tre parole chiave restano distanze (almeno 1 metro), mascherina (obbligatoria) e igiene. Ci sono regole da rispettare per tutti, in primo luogo per gli operatori commerciali e i ristoratori, ma il nostro senso responsabilità – di noi cittadini – sarà fondamentale”.