La stanchezza, dopo ore di lavoro in prima linea contro l’emergenza. E quindi il crollo, fisico e psicologico degli operatori sanitari. Stanno facendo in queste ore il giro del web le foto degli operatori del 118 di Cagliari accasciati sulle panchine, crollati dopo ore di lavoro. Lo scatto è stato condiviso dalla Società Italiana Sistema 118 su Facebook.

“Cagliari. Gli operatori del 118 sono stremati, bardati con tute protettive, costretti a code estenuanti davanti agli ospedali (in alcuni casi anche di 12 ore) in attesa che i pazienti dentro le ambulanze possano accedere ai Pronto Soccorso dell’isola”, si legge nel post. È un’altra delle tante fotografie, dei momenti di grande stanchezza e solidarietà che il sistema sanitario sta tornando a provare in queste ore, come era già successo durante la prima ondata del coronavirus a marzo. Gli operatori del 118 sono provati dalla grande mole di lavoro degli ultimi giorni, anche per quello che riguarda i servizi di prima emergenza.

Numerosi i commenti allo scatto sui social: c’è chi ringrazia, chi sottolinea il sacrificio degli operatori e l’irresponsabilità di chi non rispetta le precauzioni e le norme di distanziamento sociale, chi evidenzia l’inadeguatezza del salario, chi chiarisce che sotto gli scafandri ci sono spesso dei volontari.

Era stata già definita “drammatica, con fortissime criticità in tutte le Regioni” la situazione dei pronto soccorso italiani, a volte presi d’assalto da pazienti con sintomi da covid. A descriverla, qualche giorno fa, il presidente della Società Italiana di Medicina di Emergenza Urgenza (Simeu) Salvatore Manca. I reparti covid, raccontiava, “sono pieni e i Pronto Soccorso stanno diventando dei ‘parcheggi’ per loro, non reggiamo più”. Parcheggi che ospitano sempre più file di ambulanze in attesa.

LA SITUAZIONE – La Sardegna è al lavoro sulla prossima ordinanza che andrà a integrare le restrizioni introdotte dal dpcm di domenica 25 novembre. Le ipotesi al vaglio del governatore Christian Solinas: il passaggio al 100% della didattica a distanza per le scuole superiori; la riduzione della capienza massima (ferma all’80%) dei mezzi pubblici e agli spostamenti tra Regioni; l’apertura di locali di ristorazione, e quindi bar, pub, pasticcerie, gelaterie, ben oltre le 18:00, come previsto dal dpcm, e quindi sul modello della Provincia Autonomia di Trento.

Il bollettino di domenica 25 ottobre riportava 195 nuovi positivi su 2.430 tamponi. In totale sono 7.759 i casi totali dall’inizio dell’emergenza e 191 i deceduti. Al momento i positivi in Regione sono 4.754, 299 i ricoverati con sintomi, 34 in terapia intensiva, 4.421 in isolamento domiciliare.