“Un mese fa stava bene, poi è risultato positivo al covid-19 e nel giro di 20 giorni i polmoni sono compromessi e adesso lotta per non morire”. Riccardo De Angelis ha 33 anni, è un radiologo che ha studiato a Napoli e da qualche anno lavora in un ospedale a Bruxelles. Questa mattina ha pubblicato sui social le foto delle tre tac toraciche effettuate su un paziente covid-positivo di appena 30 anni.

Immagini impressionanti che nel giro di appena tre settimane mostrano l’evoluzione della polmonite interstiziale e la quasi totale presenza di liquido nei polmoni con il paziente che va, pian piano, degradandosi.

Raggiunto telefonicamente dal Riformista, De Angelis spiega innanzitutto perché ha deciso di pubblicare le foto sui social. “Il virus c’è, non è qualcosa che ha perso potenza e non va sottovalutato, soprattutto dai giovani. Non accetto più il discorso ‘vabbè succede solo alla gente che è malata’ perché le persone che sono malate hanno una loro storia. Noi li vediamo tutti i giorni qui, sono giovani e meno giovani che hanno comunque voglia di campare altri anni e fare tante cose”.

Il paziente in questione, un ragazzo di 30 anni, “era un soggetto fragile ma fino a un mese fa non aveva patologie particolari. In passato – precisa – gli è stato diagnosticato un linfoma che però era in regressione dal 2019. Da tempo viene nel nostro ospedale per sottoporsi a controlli periodici”.

LA PRIMA TAC – Tutto è iniziato 20 giorni fa. La prima tac toracica è stata effettuata subito dopo la positività del 30enne al covid-19. “Ne abbiamo effettuata subito una per vedere se c’era già una polmonite in atto e – come si vede dall’immagine con al centro il cuore e il mediastino (lo spazio mediano della cavità toracica che è compreso tra i due polmoni) – la situazione era assolutamente ‘pulita'”.

LA SECONDA TAC – Dieci giorni dopo il paziente è tornato perché aveva problemi respiratori. Dall’analisi della seconda tac toracica “abbiamo trovato una polmonite interstiziale di quelle abbastanza potenti, che non ci aspettavamo in un soggetto così giovane”. Il 30enne è stato subito ricoverato.  “Nella seconda immagine – sottolinea De Angelis – si vede che al posto dell’aria inizia a esserci liquido bianco un po’ dappertutto: è l’infiltrazione dovuta alla polmonite virale”.

LA TERZA TAC –  Passano altri dieci giorni e la situazione degenera. “Quando hai una polmonite virale, e soprattutto quando entri in ospedale, puoi incorrere in quella che è una sovrainfezione, quindi hai un batterio che colonizza le zone attaccate del polmone. Vedi del liquido che entra negli alveoli e lo condensa. Il polmone – spiega De Angelis – non è più pieno di aria ma è talmente pieno di liquido purulento che non fa passare più niente ed è così che la gente muore perché non riesce più a respirare”. Il paziente “si sta degradando, è intubato in terapia intensiva e sta lottando”.