Il “rischio calcolato” citato dal presidente del Consiglio Mario Draghi il 17 aprile scorso, quando annunciò in conferenza stampa che il 26 dello stesso mese sarebbe iniziata una ‘road map’ di riaperture, dai cinema ai ristoranti, dalle scuole ai musei, per ora sembra esser stato compiuto da un vero matematico.

Nonostante lo scetticismo iniziale infatti continuano a diminuire i casi di nuova infezione da Coronavirus nel Paese, frutto dell’andamento della campagna di vaccinazione e del ritorno delle temperature più calde che anche lo scorso anno avevano provocato un calo dei contagi.

I numeri sono infatti evidenti: nel periodo 3-9 maggio erano 66.476 i casi di positività segnalati dalle Regioni, mentre dal 10 al 16 maggio si è passati a 47.942, un calo di 18.534 casi, il 27,8%. Numeri paragonabili a quelli di ottobre dello scorso anno, quando la seconda ondata stava per arrivare.

Come spiega Michele Bocci su Repubblica, i numeri sono in calo in tutte le Regioni ma a spiccare sono i segni meno per Veneto e Lombardia, con un calo dei contagi rispettivamente del 38% e del 31% (da 4.388 a 2.698 il Veneto e da da 10.368 a 7.075 la Lombardia).

Il calo dei contagi ha effetto ovviamente anche sull’incidente settimanale dei contagi, ovvero del numero di casi per 100mila abitanti. Ben tre Regioni hanno numeri da zona bianca, ovvero con incidenza inferiore a 50: si tratta di Molise, Sardegna e Friuli Venezia Giulia.

In virtù dell’attuale decreto però, per passare in zona bianca si deve trascorrere tre settimane con dati compatibili per entrare nello scenario con minori restrizioni. Questo ovviamente se non arriverà nel breve una modifica in senso meno restrittivo dell’attuale legge.

Altri numeri che evidenziano come l’attuale strategia stia funzionando arrivano dal numero di decessi. Il numero di persone che la scorsa settimana hanno perso la vita causa Covid-19 è stato di 1.323, mentre nel periodo 3-9 maggio erano stati 1.656, il 20% in più, e ancora di più lo erano stati tre settimane fa, 1.939. Un trend che fa ben sperare.

 

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.