Il 2020 è ormai destinato ad essere l’anno più travagliato di sempre per la scuola. Non solo il caos per il coronavirus, le graduatorie per i supplenti piene di errori, i rinvii e i rimandi e le incertezze, ma adesso anche lo scontro politico su una delle date più attese dal popolo dei precari della scuola: il concorso straordinario che darebbe finalmente collocazione a migliaia di aspiranti docenti.

La data per la prova è stata fissata al 22 ottobre. Ma una strana asse Lega-Pd si schiera contro la scelta del ministro Azzolina difesa a spada tratta da M5S. “Farlo ora significa stressare le scuole, che verranno private di molti docenti, i quali andranno a sostenere le prove del concorso”, ha detto Camilla Sgambato che ha inaugurato la polemica – Avremmo preferito farlo a ridosso delle vacanze di Natale”.

Ma i Cinque Stelle non ci stanno: “Fosse stato per noi avremmo fatto tenere le prove ad agosto (o un concorso ordinario per tutti), ma con il superamento del test a crocette e l’introduzione della prova a risposta aperta abbiamo concordato il procrastinarsi della data all’autunno”, rispondono. Da Italia Viva intanto arriva il sostegno per il concorse che “s’ha da fare”: “È fondamentale – dicono – occorrono insegnanti. Il ministero si è reso disponibile a farli a luglio ma il Pd ha chiesto un nuovo rinvio a settembre, dopo l’avvio dell’anno scolastico. Adesso il Pd, attraverso la responsabile scuola, chiede di rinviare a Natale”.

Punto intorno al quale gira la polemica è la pandemia e la cattiva gestione della res scolastica fin ora. Francesco Verducci ritiene “sbagliato e contro ogni buon senso convocare concorsi in piena pandemia”. Matteo Orfini chiede che si “rinvii il concorso e si apra il tavolo per una soluzione migliore perché al caos delle graduatorie, alle difficoltà enormi di gestire un anno così particolare, si è scelto di aggiungere un ulteriore elemento destabilizzante”.

Salvini entra a gamba tesa nella polemica chiedendo le dimissioni della ministra Azzolina. E chiede di “non fare nessun concorso in un periodo delicato come questo, con rischi per la salute e migliaia di cattedre ancora vuote, e stabilizzare le migliaia di precari che insegnano già da anni”.

Perplessi anche i sindacati: per la Uil si tratta di un concorso “straordinario inutile e dannoso”, per la Flc Cgil è un “errore”, per la Cisl la “situazione è complicata, ancora troppe questioni aperte”. Poi nella serata dalla segreteria del Pd sono arrivati segnali di distensione, spiegando che le posizioni espresse sono solo un invito alla riflessione sul fatto che far slittare a Natale il concorso servirebbe a non stressare ulteriormente gli istituti privandoli di insegnanti che si assenterebbero per andare a fare il concorso. Il dibattito è acceso ma la ministra dell’Istruzione non cede: “Il concorso si farà: domani (oggi, ndr) escono le date in Gazzetta Ufficiale”.