Uno scontro arrivato probabilmente al suo culmine, con l’ipotesi non più da ‘fantapolitica’ di un divorzio che avrebbe a questo punto del clamoroso. Tra Giuseppe Conte, leader in pectore del Movimento 5 Stelle, e Beppe Grillo, fondatore e garante pentastellato, i rapporti sono ormai ai minimi termini.

I due, spiegano i ben informati, non si parlerebbero più: il confronto è affidato di fatto ad intermediari, tra legali e membri del Movimento 5 Stelle. I temi dello scontro sono ormai noti: lo Statuto messo a punto dall’ex presidente del Consiglio è a dir poco indigesto per il comico genovese. Troppi i limiti e paletti imposti al garante del Movimento, che non vuole arrendersi a lasciare la sua ‘creatura’ all’avvocato pugliese: Grillo vuole continuare a dettare la linea dopo esser stato l’artefice dei due governi Conte, quello con la Lega e con i ‘nemici’ PD e Renzi, e finanche quello con l’ex numero uno della Bce Mario Draghi.

Per ora lo scontro appare rinviato, con la presentazione dello Statuto, che doveva tenersi tra mercoledì e giovedì, rinviata almeno di una settimana. Tempo che potrebbe essere utilizzato per preparare un confronto ‘face to face’ tra Grillo e Conte o, la definitiva rottura tra le parti.

Una situazione lose-lose per entrambi i fronti: l’ex premier Conte sa di aver bisogno del simbolo MoVimento per scendere ufficialmente nell’agone politico, ma questo è di proprietà di Grillo, che minaccia di non concederglielo in caso di mancato accordo sullo Statuto e sui poteri del garante.

La soluzione per Conte sarebbe un partito nuovo, che richiederebbe sforzi importanti con tempi troppo brevi per tentare di essere pronti già per le amministrative del prossimo autunno, mentre l’addio dell’ex premier al Movimento, a investitura ancora non ufficializzata, sarebbe per Grillo l’ennesimo caso da affrontare all’interno di un ‘partito’ balcanizzato e vicino allo sfaldamento.

Tornando ai rapporti tra Conte e Grillo, quest’ultimo appare quello più adirato: ad accendere la ‘miccia’ la mancata presenza dell’ex premier all’ambasciata cinese, nel vertice avvenuto in contemporanea al G7 in Cornovaglia, dove Grillo è arrivato da solo. Il comico genovese, deluso da Conte, avrebbe quindi iniziato a ‘cannoneggiare’ l’ex premier: fonti parlamentari raccontano all’AdnKronos di un garante che continua ad “alzare la posta, una richiesta dopo l’altra”, ricordando che Grillo “ha sempre detto che il Movimento è biodegradabile, il braccio di ferro con Conte non rientra, magari è arrivato il momento…”.

Sullo sfondo restano poi altre due questioni non di poco conto: l’eventuale intesa tra Grillo e Conte deve arrivare a stretto giro perché a rischio è la presentazione delle liste e delle possibili alleanze nei piccoli Comuni al voto in autunno: a chi i rappresentanti dei meet-up locali dovranno chiedere l’utilizzo del simbolo? E chi darà l’ok alle liste? Domande che hanno bisogno di risposte rapide.

Nell’eventualità di uno strappo ricucito tra i due ‘big’ pentastellati, c’è poi l’incubo di una nuova battaglia legale vinta recentemente con l’Associazione Rousseau, anche grazie al pagamento di 250mila euro di vecchi debiti per avere indietro i dati degli iscritti della piattaforma. Secondo quanto appreso dalll’Adnkronos, molti iscritti pentastellati, delusi per il divorzio tra il Movimento e Davide Casaleggio, sarebbero pronti alle carte bollate per chiedere che la votazione sul nuovo statuto del M5S si celebri sulla piattaforma Rousseau e non sul nuovo portale telematico.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia