Il bollettino quotidiano dell’emergenza coronavirus in Italia riporta 149.512 nuovi contagi e 248 vittime nelle ultime 24 ore. Il dato calcolato su un totale di 927.846 tamponi molecolari e antigenici effettuati e processati. Il tasso di positività è al 16,1%, in aumento rispetto al 14,8% di ieri. Superati i 2,5 milioni di attualmente positivi: secondo il bollettino del ministero sono 2.548.857, con un incremento nelle ultime 24 ore di 78.010.

I tamponi processati ieri erano stati 1.217.830. I positivi riscontrati 180.426 e le vittime 308. Secondo il bollettino di oggi sono 1.691 i pazienti in terapia intensiva, 14 in più nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 128. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 18.719, ovvero 349 in più rispetto a ieri.

Dall’inizio della pandemia i casi totali sono 8.706.915, mentre i morti sono 141.104. I dimessi e i guariti sono invece 6.016.954, con un incremento di 79.207 rispetto a ieri. La Regione con il maggior numero di casi odierni si conferma la Lombardia con 26.773 contagi, seguita da Campania (+17.677), Emilia Romagna (16.408), Veneto (+13.094), e Lazio (+12.994).

Il confronto con i numeri dell’anno scorso: erano 16.310 i nuovi casi su 261.404 tamponi, con un indice di positività al 6,2%. La campagna vaccinale era appena partita e non erano dilagate la variante Delta prima e la variante Omicron poi. Rapporti che cambiano drasticamente nel confronto dei morti – 475 un anno fa – e sulle terapie intensive – 2.520, con 170 ingressi al giorno e 22.784 ricoveri ordinari.

“La crescita percentuale dell’ultima settimana è stata inferiore alla precedente e, negli ultimi giorni, vi sono evidenze di chiara decelerazione della curva epidemica in linea con quanto osservato in altri Paesi. Nel Regno Unito si sta assistendo alla riduzione dei ricoveri”, ha detto in un’intervista a Il Corriere della Sera il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico Franco Locatelli. “Il rischio da scongiurare è di danneggiare i pazienti con patologie differenti dal Covid riducendo il numero di procedure mediche o chirurgiche. A questo rischio può contribuire anche un elevato numero di contagi tra gli operatori sanitari che è certamente non trascurabile. Non possiamo parlare però di ospedali vicino al collasso”. E questo per via della campagna vaccinale.

Per il sottosegretario al ministero della Salute Pierpaolo Sileri Omicron “raggiungerà tutti, non c’è scampo – ha detto a Mezz’ora in più – Non c’è dubbio che entro la fine del 2022, salvo che arrivi un’altra variante, quasi tutta la popolazione avrà incontrato questa variante”. Sileri ha fatto sue le parole del consigliere della Casa Bianca Anthony Fauci, in pratica. Per il direttore dell’Organizzazione Mondiale Sanità Hans Kluge l’Italia è vicinissima alla quarta ondata ed è “molto probabile che il picco in Europa arrivi prima di quanto previsto” ossia “entro 2 o 3 settimane”. Kluge ha definito “la strada seguita dall’Italia è quella giusta, con le vaccinazioni, le terze dosi, le mascherine” sottolineando che “scuole devono essere le ultime a chiudere”.

La maggior parte degli esperti si erano detti concordi in queste settimane nell’individuare il picco della quarta ondata a fine gennaio. È tuttavia in aumento la percentuale di casi Covid tra gli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione. A seguito dell’inizio della somministrazione delle dosi booster “si era osservata una diminuzione della percentuale dei casi tra operatori sanitari, ma nelle ultime 2 settimane – afferma l’Istituto Superiore di Sanità – si è registrato un aumento del numero di casi segnalati: 12.009 rispetto ai 10.393 della settimana precedente. La percentuale di casi sul totale risulta in lieve diminuzione da 2,0% della settimana precedente a 1,8%”.

Si è inoltre osservato nelle ultime due settimane un “forte aumento dell’incidenza in particolare per la classe di età 16-19 anni e un forte aumento del tasso di ospedalizzazione nella fascia 5 anni (> 10 ricoveri per 1.000.000 abitanti) e un aumento più contenuto nella fascia 16-19 anni” secondo quanto evidenziato dal report esteso dell’Iss che integra il monitoraggio settimanale sul Covid.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.