Il vaccino? Mai, “piuttosto mangio l’erba del prato e le bacche del bosco”. Parola di Monica Trettel, attrice che da 30 anni sale sui palcoscenici di mezza Italia con i suoi spettacoli.

Trettel, altoatesina, sabato era a Bolzano in piazza per dire no all’obbligo vaccinale, assieme ad un nutrito gruppo di No Vax e “free vax”, come lei stessa si definisce. “Ci hanno appiccicato questa etichetta che è sbagliata. Siamo free vax, bisogna lasciare la libertà di scelta. Come è sempre stato”, spiega in una intervista al Corriere della Sera.

Proprio al quotidiano l’attrice rivela come non ha alcuna intenzione di sottoporsi al vaccino, nonostante l’obbligo già in vigore per gli over 50 che dal 15 febbraio prossimo le impedirà di lavorare.

Per lei si tratta infatti di una questione di principio: “Sono contro l’obbligo perché viola diritti umani sanciti dal trattato di Oviedo, dal codice di Norimberga e anche dalla nostra Costituzione”. Trettel spiega di aver già contratto il Coronavirus nella prima ondata, facendo 45 giorni di quarantena: “Ho gli anticorpi, perché devo vaccinarmi?”.

Il problema, tra poche settimane, sarà però quello sul lavoro, dato che senza vaccino per l’attrice sarà di fatto impossibile esibirsi su qualsiasi palco. Trettel su questo è categorica: “Avendo più di 50 anni adesso sono tra quelli che non potranno più lavorare. Ma non posso salire su un palco e fare il mio lavoro sapendo che il pubblico è discriminato, che solo i vaccinati hanno il diritto. Per me la discriminazione è un crimine intollerabile; piuttosto muoio di fame, mangio l’erba del prato”.

L’attrice altoatesina tenta anche un paragone ardito: “Noi no vax siamo diventati come i neri americani negli anni Cinquanta, non abbiamo il diritto di salire sull’autobus o di entrare al bar”.

Non è l’unica dichiarazione smentita dai fatti e dalla scienza, quella che l’attrice rilascia al Corriere. Secondo Trettel “questo non è un vaccino, è una sperimentazione. Ha effetti che durano quattro mesi, viene da pensare che dietro ci sia qualcos’altro. Che l’obiettivo non sia tutelare la salute dei cittadini. Ma ormai hanno abituato gli italiani a digerire di tutto, stiamo entrando in una dittatura”. Quindi la rivendicazione sulla piazza: “Se i sudtirolesi esistono è per la loro sana e giusta resistenza. Altrimenti sarebbero stati spazzati via dalla storia”.

Ma a pagare per la scelta dell’attrice è anche la figlia, a sua volta non vaccinata, che infatti “da lunedì non potrà andare a scuola perché non può salire sul bus e quindi stiamo pensando di organizzare una scuola in casa”.

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Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.