Continuano a crescere i casi di nuovi positivi in Italia al covid-19. Crescono i casi, le morti, i ricoveri ma crescono diversamente. E ci si chiede: quando finirà questa quarta ondata? Quando terminerà l’esplosione di contagi causata dalla variante Omicron? Le variabili sono diverse: la contagiosità del virus, la presenza della variante Delta e quella di Omicron, l’effetto della riapertura delle scuole e quello dell’ultimo pacchetto di misure adottato dal governo.

Solo qualche giorno fa l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha dichiarato che oltre il 50% degli europei potrebbe essere contagiato nelle prossime settimane. L’immunologo consigliere della Casa Bianca, Anthony Fauci, ha pronosticato che la variante Omicron “troverà quasi tutti” per via del suo altissimo grado di trasmissibilità. È proprio la variante rilevata per la prima volta in Africa ad aver causato l’impennata di contagi in tutto il mondo nell’ultimo mese.

A guardare proprio il Sudafrica, dove Omicron aveva fatto esplodere i bollettini già a fine novembre, i casi giornalieri sono diminuiti di circa il 70% rispetto al picco di metà dicembre. Le tendenze di appiattimento e di leggero calo vengono registrate in questi giorni anche nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Si parla già – soprattutto tra Uk, Usa, Spagna, Portogallo – di nuova strategia contro il covid: di “convivenza” e di transizione verso la fase di endemia.

Il bollettino dell’emergenza in Italia ha riportato ieri 184.615 nuovi contagi. Per il secondo giorno di fila i casi crescono ma crescono meno. Silvia Turin, che ha scritto un articolo approfondito su Il Corriere della Sera, precisa che a questo punto le previsioni sono soltanto ipotesi. I segnali però sono confortati anche dal monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe: la crescita rallenta nel confronto settimanale, dal 153% in più di nuovi casi al 49%. Ricoveri e decessi invece crescono, dati di solito seguono quelli dei contagi nell’arco di una o due settimane.

La maggior parte degli esperti è concorde: il picco della quarta ondata sarà a fine gennaio. Dato che Omicron si è rivelata molto contagiosa, altrettanto rapida potrebbe verificarsi la discesa dei casi. A incidere su questa fase è la co-esistenza sul territorio di due varianti: Omicron era stimata all’81% nel report dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) datata 3 gennaio e appena pubblicata. Da calcolare anche gli effetti della riapertura delle scuole e delle restrizioni imposte dall’ultimo pacchetto di misure anti-contagi introdotto dal governo.

Tra gli esperti concordi nel sostenere che il plateau si raggiungerà a fine gennaio l’epidemiologo Paolo Bonanni, l’immunologo Sergio Abrignani, il professore Andrea Crisanti, il virologo Fabrizio Pregliasco. Il fisico Roberto Battiston ha fatto notare oggi a Repubblica come “può sembrare incredibile, ma Rt sta precipitando verso 1 ed il picco di infetti attivi in Italia potrebbe arrivare la settimana prossima” per “poi scendere”.

Battiston ha sottolineato come “l’analisi dei dati ci mostra l’avvicinarsi del picco degli infetti entro la prossima settimana. È quello che si è visto in Sudafrica e, soprattutto, nel Regno Unito dove la crescita di Omicron è iniziata il 13 dicembre, ma dal 5 gennaio il numero di nuovi infetti ha iniziato a diminuire. Questo effetto si intravede ora in Italia e in Spagna, non ancora in Francia”. Anche secondo il matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo M.Picone, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), “fra 5-10 giorni si prevede il picco dell’incidenza dei positivi totali”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.