“L’Italia è un Paese sicuro, in cui si può viaggiare e fare turismo. Ci sono solo aree limitatissime con restrizioni; forse è un Paese più sicuro di tanti altri”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa, alla Protezione civile di Roma, nel tentativo di tranquillizzare gli italiani in preda ad una vera e propria psicosi per l’emergere di quasi 300 casi di positività e 7 decessi per coronavirus. Il premier ha anche rimarcato che “sarebbe giusto che arrivassero limitazioni da parte di stati esteri. Non lo possiamo accettare”. Di fatto però sono già diversi i Paesi che stanno valutando contromisure per ‘difendere’ i propri confini dagli italiani residenti nelle zone toccate dal virus.

UNA CURA DA CAVALLO PER L’ECONOMIA – “Chiameremo a raccolta tutte le forze del Paese, dimostreremo agli occhi del mondo che da un’emergenza l’Italia può uscire a testa alta”, ha quindi annunciato Conte, precisando che “l’emergenza coronavirus ci dà maggiore determinazione” per preparare “una cura da cavallo, una terapia d’urto per l’economia”.

LE MASCHERINE ITALIANE – Conte ha quindi annunciato un’ordinanza della protezione civile sul tema delle mascherine. “Ho visionato la bozza dell’ordinanza per dare indicazioni alle aziende che producono materiale di protezione. Dovranno privilegiare i fabbisogni italiani per l’emergenza nazionale. Stiamo adottando misure straordinarie e urgenti perché la produzione di questi equipaggiamenti vada a soddisfare le nostre esigenze nazionali”, ha spiegato Conte in conferenza.

CHIUSURA SCUOLE INGIUSTIFICATA FUORI DAI FOCOLAI – Il presidente del Consiglio ha inoltre rimarcato che nelle zone che non sono focolaio del virus “non si giustifica la chiusura delle attività scolastiche”. Conte ha sottolineato che l’Italia è stata divisa in 3 zone: quelle focolaio, dove valgono le misure restrittive varate, un secondo livello “che si estende alle aree circostanti che presentano episodi da contagio indiretto” e un terzo livello che riguarda il resto d’Italia. E qui “sicuramente non ha ragione di esistere la sospensione si attività scolastiche”

QUANDO FARE LA PROVA COL TAMPONE – Dal premier è quindi arrivata una indicazione sanitaria sulla prova del tampone. Conte parlando dell’emergenza coronavirus ha sottolineato che la prova “va fatta solo in alcuni circostanziati casi non diffusamente, non è che qualcuno avverte l’influenza, la febbre anche alta, e fa la prova tampone. Non sono queste le raccomandazioni della comunità scientifica”.