La Procura di Milano ha aperto un fascicolo di indagine a carico di ignoti il reato di “manovre speculative su merci” riguardante il caso della vendita, soprattutto su store online, di mascherine e gel disinfettanti a prezzi largamente superiori a quelli di mercato. La richiesta di tali prodotti dopo il diffondersi del coronavirus si è fatta incessante e sono sempre più difficili da trovare in farmacie e supermercati.

Il reato sul quale indagano i pm di Milano Tiziana Siciliano ed Eugenio Fusco, che hanno affidato le indagini alla Guardia di finanza e alla polizia locale, prevede da sei mesi a tre anni di carcere e una multa da 516 a 25.822 euro. I militari incaricati dai magistrati potranno perquisire negozi e magazzini, oltre a sequestrare le merci.

L’ESPOSTO DEL CODACONS – “Ricordiamo che sul web i listini di gel igienizzanti hanno subito rincari fino al +650%, mentre per le mascherine gli aumenti dei prezzi raggiungono quota +1700%, realizzando una inaccettabile speculazione sulle paure degli italiani”, accusa in una nota il Codacons, l’associazione a difesa dei consumatori che nei giorni scorsi ha presentato un esposto a 104 Procure.

IL VICEMINISTRO: “POSSIBILI NORME CARO MASCHERINE E DISINFETTANTI” – Sul caso è intervenuta anche il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli. Parlando ai microfoni di Radio Anch’Io su Rai Radio 1 ha spiegato che “c’è la possibilità di avviare dei controlli” sui prezzi di mascherine e disinfettanti, aumentati per l’emergenza coronavirus. “E’ possibile – ha spiegato Castelli – adottare delle norme che contengano i prezzi, che dicano che non si possano aumentare oltremodo. Ne stiamo parlando con il ministro Patuanelli e la Guardia di Finanza ha iniziato a fare una serie di controlli e ispezioni”.