Non è stato confermato alcun caso di coronavirus nel carcere di Secondigliano a Napoli. A fare chiarezza è il Garante dei detenuti della Regione Campania Samuele Ciambriello: “Un detenuto, del reparto ligure ad alta sicurezza, ha mostrato dei sintomi ed è stato messo in isolamento presso un altro reparto”. L’uomo ha manifestato sintomi tipici del coronavirus come la febbre alta. “Verrà sottoposto a tampone nella giornata di domani”, ha precisato Ciambriello. Il compagno di cella è stato messo in isolamento di cella e dunque non può avere al momento contatti con l’esterno.

La notizia dei detenuti positivi al Covid-19 ha dato vita a delle piccole manifestazioni di protesta nel carcere di Napoli Nord. I detenuti, dallo scoppio dell’emergenza, hanno sempre reclamato maggiori tutele in termini di precauzioni e distanziamento all’interno delle strutture carcerarie. Tra il 7 e il 12 marzo, alla sospensione dei colloqui con i familiari sempre per via del coronavirus, in diverse carceri italiane si sono verificate rivolte e scontri che hanno portato alla morte di 12 detenuti.

Buone notizie invece dal carcere di Santa Maria Capua Vetere. I test sierologici – condotti su 131 detenuti e 54 agenti di polizia del padiglione Tevere, isolato, dov’era recluso il primo detenuto positivo al virus in Campania – hanno dato tutti esito negativo. “Mi è stato assicurato – annuncia Ciambriello – che nelle prossime settimane in tutti i carceri della Regione verranno condotti test analoghi, che partiranno dal personale sanitario e dagli agenti penitenziari”. Il primo contagiato da coronavirus nelle carceri campane è Paolo Ruggirello, ex deputato della regione siciliana, in carcere da più di un anno per associazione mafiosa. Ruggirello era stato trasferito a Santa Maria Capua Vetere agli inizi di marzo.