“Ogni settimana che stiamo fermi costa lo 0.75% del PIL, secondo Confindustria. Sono più di 10 miliardi a settimana. E ogni settimana di blocco si avvicina il sogno di Beppe Grillo del reddito universale per tutti: io invece penso che sia giusto dare lavoro, non assistenzialismo”. Matteo Renzi non molla, il leader di Italia Viva nella sua enews ribadisce i concetti già espressi nell’intervista a ‘Il Riformista’ sul concetto di “non morire di Coronavirus ma neanche di fame”.

Renzi avanza quindi dieci proposte sul come ripartire perché “per me la politica è proposta coraggiosa, non sondaggismo esasperato”. Si parte della aziende: quelle che hanno mascherine, protezioni e rispettano le distanze sociali “possono ripartire, anche prima di Pasqua se sono pronte. Se rispettano le regole, ovviamente. E se hanno tutti i dispositivi. Tra queste aziende mi piacerebbe tanto che riaprissero le librerie, vere e proprie farmacie dell’anima. Se proprio non vogliono prima di Pasqua, almeno subito dopo”, dice Renzi nella prima proposta del suo “decalogo per ripartire” . “Quando sabato è uscita l’intervista su “Avvenire” in molti mi hanno attaccato. Molti, moltissimi. Ma, in appena 48 ore, l’esigenza di riflettere sul dopo ha iniziato a farsi strada. Io che non ho paura di andare controcorrente, insisto. E continuo a ribadire senza tregua”, insiste Renzi.

DAL 14 APRILE PRIME USCITE DA CASA – Per l’ex premier quindi la riapertura e l’uscita dalle case deve avvenire “nei giorni successivi alla Pasqua, magari il 14 aprile che è il martedì successivo alla Pasquetta. I bambini devono avere un’ora d’aria da subito (firma anche tu la petizione proposta da due nostri giovani parlamentari, Marco Di Maio e Sara Moretto, che hanno ripreso un’idea lanciata dalla Ministra Elena Bonetti). Le persone con più di 70 anni dovranno uscire due settimane più tardi. Non faremo Pasqua con i nonni, ovviamente. A tutela dei nonni stessi, non per cattiveria, sia chiaro”.

RIAPERTURE SCUOLE A MAGGIO – “Le scuole – aggiunge Renzi – devono ripartire a maggio, almeno per le classi di terza media e quinta superiore. Per la riapertura deve essere garantito lo screening di tutti gli studenti e di tutti i professori. Non ci si deve arrendere alla cultura del 6 politico ma va assicurata a tutti la valutazione per il corrente anno”.

GLI SCREENING DI MASSA – Pe Renzi quindi fondamentale è, per chi “ha già gli anticorpi”, poter circolare “liberamente”. “Questo vale per chi è guarito e ha la certificazione del doppio tampone – precisa il leader di Italia Viva – Ma anche per chi ha fatto il test sierologico e ha scoperto di aver contratto il Covid in modo asintomatico. Secondo un recente studio inglese, questi rappresentano il 10% della popolazione. Significherebbe che sei milioni di italiani hanno già avuto il Covid e possono girare liberi. Servono screening di massa, subito”.