Le infezioni da coronavirus in tutto il mondo hanno superato i 660mila casi (sono 664.924 attualmente, ma il dato è in continuo aggiornamento), con oltre 30mila morti. Lo riporta il bollettino della Johns Hopkins University. Un terzo dei decessi è avvenuto in Italia: infatti, stando ai dati di ieri, che vedono un lieve calo dei morti che sono stati  889, rispetto ai 969 di venerdì, il totale dei decessi nel nostro Paese ha superato quota 10mila. 

Sempre secondo la Johns Hopkins University sono 72.248 i casi in Spagna mentre i morti ammontano a 5812.  Ci sono invece almeno 125mila casi negli Stati Uniti, il Paese più colpito. I morti sarebbero almeno 1.842.

SPERANZA: “SIAMO NEL PIENO DELL’EPIDEMIA” – Ora servono “tempo e gradualità”, perché riaprire adesso sarebbe uno “sbaglio clamoroso”. Lo dice il ministro della Salute, Roberto Speranza, al Corriere della Sera. “Siamo ancora nel pieno dell’epidemia – dice Speranza -. Non perdiamo la testa. Sarebbe un grave errore abbassare la guardia proprio adesso. Si finirebbe per vanificare tutti gli sforzi che abbiamo fatto fino a oggi per contenere la diffusione dell’epidemia”.

E mentre “gli epidemiologi affermano che cominciano a vedersi i primi effetti del contenimento”, aggiunge il ministro, comunque “non siamo ancora al cambio di fase. Serviranno tempo e gradualità”.

BOCCIA: “RESTRIZIONI SARANNO ALLUNGATE” – Sulla stessa linea di Speranza anche il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia. Intervenendo ai microfoni di SkyTg24 Boccia ha sottolineato che “le misure

in scadenza il 3 aprile inevitabilmente saranno allungate. I tempi li deciderà, come è sempre accaduto, il Consiglio dei Ministri sulla base di un’istruttoria che fa la comunità scientifica. Penso che in questo momento parlare di riapertura sia inopportuno e irresponsabile. Tutti noi vogliamo tornare alla normalità, ma prima dobbiamo riaccendere un interruttore per volta”.

NIENTE QUARANTENA PER NEW YORK – Niente quarantena invece negli Stati Uniti per la città di New York a causa della pandemia di Coronavirus. Lo ha annunciato il capo della Casa Bianca Donald Trump:  “Su raccomandazione della Task Force Coronavirus della Casa Bianca e previa consultazione con il Governatore di New York, New Jersey e Connecticut, ho chiesto di limitare rigorosamente gli spostamenti nell’area, sotto il controllo dei governatori, in consultazione con il Governo federale. Ma non sarà necessaria una quarantena” ha scritto il presidente Usa su Twitter.

Inizialmente il tycoon era favorevole ad una iniziativa di questo tipo, severamente bocciata invece dal governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo, che alla Cnn aveva spiegato che una misura simile avrebbe scatenato il caos e che imporla equivarrebbe a “una dichiarazione di guerra agli stati, una dichiarazione di guerre federale”

LA SITUAZIONE CINESE  La Cina ha registrato nelle ultime 24 ore 45 nuovi casi di infezioni confermate di coronavirus (44 casi importati e 1 caso indigeno nella provincia di Henan), 28 nuovi casi di sospetta infezione (27 casi importati e 1 caso indigeno nella provincia di Gansu) e 5 morti (tutti nella provincia di Hubei). 477 pazienti sono stati dimessi dall’ospedale dopo essere stati guariti. 1.097 persone che avevano avuto stretti contatti con pazienti infetti hanno concluso il periodo di osservazione medica. I casi gravi sono diminuiti di 179. Lo riporta la Commissione sanitaria nazionale cinese, sottolineando che finora i casi confermati nel Paese sono 81.439 con 3.300 morti in 31 regioni. Sono invece 75.448 i pazienti guariti e dimessi dall’ospedale.