Il primo obiettivo da perseguire per contrastare il contagio da coronavirus in Italia è quello di abbattere l’R0. Lo ha dichiarato anche il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) Silvio Brusaferro in conferenza stampa: “Per interrompere la circolazione del virus dobbiamo scendere al di sotto di un contagiato per persona positiva e ancora non siamo a quel livello. Dal punto di vista matematico sarà possibile ritenere di averla avuta vinta contro il coronavirus soltanto quando il valore dell’R0 sarà inferiore a 1”.

Il valore R0 (“erre con zero”) è l’indice di contagiosità. È quello che indica quante persone possono essere contagiate da parte di un infetto. A seconda del numero riportato, segnala dunque quante persone un contagiato può infettare a sua volta. È un indice variabile, nel senso che molto influiscono nella realtà dei fatti la densità della popolazione di un determinato luogo dove circola l’epidemia. Di conseguenza, più è affollata e trafficata un’area, e più alto sarà il numero di persone suscettibili al contagio.

L’R0 è variabile nel tempo. E cambia anche da virus a virus. Un contagiato da morbillo, per esempio, può infettare fino a 18 persone (R18). Dunque è molto contagioso. Una normale influenza può infettare invece più di una persona alla volta (R1,3).

Non è ancora chiaro quale sia l’R0 preciso del SARS-Cov-2, altrimenti chiamato coronavirus. Al momento viene stimato in un valore compreso tra 2 e 3. A Wuhan, nella provincia cinese dello Hubei, il focolaio centrale della pandemia da Covid-19, è stato calcolato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) tra 2 e 2,5.

Il Corriere della Sera scrive, citando uno studio di ricercatori italiani e greci (tuttavia non revisionato), che in Lombardia il virus ha probabilmente raggiunto un valore perfino più alto che in Cina, fino a R3. La ricerca ha preso in analisi il periodo tra il 21 febbraio e l’8 marzo, il giorno del primo blocco totale durante il quale il valore avrebbe raggiunto perfino l’R4.

L’obiettivo citato da Brusaferro è dunque quello di far scendere l’indice sotto l’1. In questo modo il virus non riuscirebbe più a procedere. È in questa direzione che vanno anche le disposizioni di lockdown che sono state adottate in Italia e successivamente in tutto il mondo.