E’ iniziata questa mattina all’Istituto Spallanzani di Roma la sperimentazione sull’uomo del vaccino ‘made in Italy. Sono infatti 90 i volontari, sugli oltre 7mila che hanno presentato la candidatura, che si sottoporranno alla prima dose del vaccino, un progetto sviluppato insieme all’azienda bio-tecnologica italiana Reithera e finanziato dalla Regione Lazio con un investimento da 5 milioni di euro insieme al ministero della Ricerca. Alle 8.30 circa il primo volontario, una donna di circa 50 anni, ha ricevuto la dose del vaccino.

A chi ha vuto modo di salutarla qualche istante prima dell’ingresso allo Spallanzani, la volontaria si è detta “emozionata e orgogliosa. Spero di poter essere utile al nostro popolo”, sono le parole che riferisce l’Ansa. “Mi auguro che la mia disponibilità – ha aggiunto la volontaria – possa essere d’aiuto per salvare vite e che le persone siano sempre più responsabili per non mettere a rischio se stessi e gli altri”.

Parole di ottimismo arrivano dal direttore sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia, che a ‘Uno Mattina estate’ su Rai1 spiega: “Oggi arriverà qui il primo italiano, il primo volontario che si sottoporrà alla sperimentazione del vaccino. Sono molto soddisfatto e orgoglioso di questo”.


“A noi interessa che il vaccino sia efficace. Se tutto avviene nei tempi programmati il nostro auspicio è che sia prodotto in primavera”, ha aggiunto il direttore sanitario dello Spallanzani in occasione dell’avvio della sperimentazione nell’istituto del vaccino sull’uomo. “Il primo volontario a cui stamattina è stata inoculata la dose di vaccino verrà tenuto in osservazione per 4 ore da una equipe poi tornerà a casa e verrà monitorato per 12 settimane – ha spiegato Vaia -. Mercoledì proseguiremo con altri due volontari e così a seguire tutti gli altri fino a 24 settimane. Poi se tutto andrà bene ci saranno la seconda e la terza fase di sperimentazione che probabilmente faremo in un paese dell’America Latina dove il virus è in crescita”. Vaia ha quindi sottolineato che molti volontari hanno detto che intendono “devolvere il rimborso spese previsto alla ricerca”.

Soddisfazione è stata espressa anche dal ministro della Salute Roberto Speranza, in un post sul suo profilo Facebook a proposito dell’avvio della sperimentazione. Per il ministro “le intelligenze e la ricerca del nostro Paese sono al servizio della sfida mondiale per sconfiggere il Covid”.