“Mi rivolgo proprio a voi detenuti per dirvi che capisco la vostra contrarietà, ma vi assicuro che si stanno ampliando tutte le possibilità di comunicazione con i vostri cari, anche dotando gli istituti di telefoni cellulari disponibili, oltre che di mezzi per la comunicazione video”. Mauro Palma, Garante Nazionale dei detenuti, ha lanciato un appello alla popolazione carceraria che a causa dell’emergenza Covid-19 non potrà ricevere le visite dei propri familiari. Palma, commentando la proroga dello stop alle visite, assicura che i garanti nazionali e locali vigileranno sulle possibilità di comunicazione alternative, utili a contrastare la diffusione del contagio.

Samuele Ciambriello, Garante dei detenuti della Regione Campania, spiega che “si tratta, in questo momento, di una ragionevole decisione, senza alternative, al fine di garantire dignità e tutela della salute per tutti i cittadini e per coloro che sono dentro il carcere. Importante è raddoppiare tutti gli strumenti di prevenzione all’interno delle carceri e accelerare le procedure per quelli che possono uscire in detenzione domiciliare”.

Ciambriello, nella nota, aggiunge “nello stesso provvedimento, concernente l’estensione del divieto di movimento generale, valido per tutti i cittadini e applicabile anche allo spostamento dei familiari dei detenuti” è prevista l’implementazione delle possibilità attraverso l’acquisizione di oltre 1.600 telefoni mobili ed il prossimo acquisito di ulteriori 1.600 cellulari da parte del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria. Tale acquisizione – spiega Ciambriello – incrementerà considerevolmente i colloqui a distanza che saranno possibili, oltre che con l’utilizzo di Skype, anche con le videochiamate da effettuarsi tramite le utenze mobili; la possibilità di effettuare i video-colloqui senza alcuna spesa per tutti i detenuti, anche se appartenenti al circuito alta sicurezza; l’incremento della corrispondenza telefonica, anche oltre il limite stabiliti dall’.art 39 co. 2 del D.P.R. 230/2000, che sarà effettuata gratuitamente per i detenuti; la corrispondenza telefonica anche verso utenze mobili, che avverrà attraverso gli apparati mobili messi a disposizione dei detenuti; l’utilizzo senza costi del servizio di lavanderia; la possibilità di ricevere bonifici online; l’aumento dei limiti di spesa per ciascun detenuto.”

A causa delle restrizioni imposte alle visite dei familiari, nelle carceri italiane, da Nord a Sud, si sono verificati tra domenica 9 e lunedì 10 marzo manifestazioni e rivolte. Nelle proteste sono morti 12 detenuti.