Chi l’avrebbe mai detto che la svolta governista di Luigi Di Maio avrebbe favorito il partito che più di tutti in questi mesi sta lavorando col metodo ‘di lotta e di governo’, con continui richiami all’operato del premier Mario Draghi?

La clamorosa scissione formalizzata ieri dal ministro degli Esteri, la spaccatura dopo 9 anni da quel Movimento 5 Stelle di cui è stato anche capo politico, porta con sé un pesante ribaltone anche in Parlamento.

Oggi il presidente della Camera Roberto Fico ha annunciato la creazione del gruppo parlamentare dei ‘dimaiani’, chiamato con poco inventiva ‘Insieme per il futuro’: quasi un mix tra ‘Italia Futura’ di Luca Cordero di Montezemolo, il movimento poi entrato nella coalizione centrista di Mario Monti, e ‘Futuro e Libertà’ di Gianfranco Fini.

Tornando ai numeri, al momento le truppe ‘dimaiane’ nei due rami del Parlamento sono 62, ma nei prossimi giorni e settimane sono già attesi possibili nuove adesioni. Già con queste cifre però il ribaltone alla Camera e al Senato è un dato di fatto.

I conti sono presto fatti. I pentastellati dopo l’uscita di Luigi Di Maio non sono più il gruppo di maggioranza relativa alla Camera: ai 155 di lunedì (erano 227 a inizio legislatura) vanno sottratti i 51 che hanno seguito il titolare della Farnesina nel gruppo ‘Insieme per il futuro’, con la Lega che diventa la forza più presente a Montecitorio con i suoi 132 deputati. Stesso discorso al Senato, dove da 72 i rappresentati dei 5 Stelle scendono a 61, gli stessi del Carroccio, dopo l’addio di undici senatori di fede ‘dimaiana’.

Non è un caso dunque se Salvini già questa mattina è tornato a rivendicare dal governo gli interventi più cari al Carroccio. “Il governo non può bloccarsi per le rotture nel Movimento 5Stelle: la Lega chiede con forza il decreto siccità e i rinnovi degli sconti per energia e carburanti“, sono state le parole del segretario leghista, che punterà nei prossimi giorni anche a nuove richieste in particolare sulla prossima manovra e sulla delega fiscale.

Ma la crisi innescata dall’addio del ministro degli Esteri potrebbe uscire anche dai confini del Parlamento ed esondare nelle Regioni dove è forte la presenza dei 5 Stelle. In particolare nel Mezzogiorno, tra Campania, Molise e Abruzzo, dove vi sono fedelissimi di Di Maio che potrebbero dare alla luce gruppi autonomi dal Movimento di Giuseppe Conte.

Spaccatura interna che ha avuto ripercussioni anche in Europa. Le eurodeputate Chiara Gemma e Daniela Rondinelli hanno infatti la delegazione 5 Stelle per aderire a ‘Insieme per il futuro’ di Di Maio: la componente grillina a Strasburgo si riduce così a cinque membri. A inizio legislatura gli eurodeputati pentastellati erano quattordici, ma tra fuoriusciti andati in altri gruppi e la scissione avvenuta ieri dai ‘governisti’ del ministro degli Esteri, ora sono rimasti soli cinque.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia