Un bombardamento avvolto dal mistero dei numeri. L’attacco avvenuto ieri al Drama Theater di Mariupol, il teatro trasformato in rifugio per civili nella “città martire” del conflitto in Ucraina, dall’inizio dell’invasione sottoposta a violenti attacchi dell’aviazione di Putin, a distanza di ore non trova cifre ufficiali delle vittime o di superstiti.

Secondo Oleksii Reznikov, ministro della Difesa ucraino, nell’intera città di Mariupol “si stima che le perdite civili siano 20mila. Ieri è stato bombardato il teatro della città dove si rifugiavano 1200 donne e bambini. C’erano segnali che all’interno c’erano i bambini, ma il mostro ha colpito lo stesso”, detto Reznikov nel corso di un collegamento con le commissioni Esteri e Difesa del Parlamento europeo, riferendosi ovviamente a Vladimir Putin.

Per Dmytro Gurin, un parlamentare ucraino, sotto le macerie del teatro-rifugio “potrebbero esserci dei sopravvissuti: abbiamo avuto informazioni che i rifugi sotterranei hanno resistito all’attacco, e che le persone che erano nascoste sono sopravvissute. Non sappiamo se ci siano persone ferite o morte, ma sembra che la gran parte di loro siano sopravvissute e stiano bene”, ha spiegato invece alla Bbc.

Il deputato ucraino Sergiy Taruta ha affermato che il rifugio antiaereo del teatro  ha resistito all’attacco aereo: le persone sarebbero sopravvissute. “Dopo una terribile notte di incertezza la mattina del ventiduesimo giorno di guerra, finalmente buone notizie da Mariupol. Il rifugio antiaereo ha resistito. La gente sta uscendo viva dalle macerie“, ha scritto sulla sua pagina Facebook, citato da Unian, ma anche in questo caso la notizia per ora non ha conferme ufficiali.

Quello che ha sconvolto l’opinione pubblica è quanto diffuso dall’azienda statunitense di satelliti Maxar Technologies, che ha mostrato immagini satellitari che mostrano come al 14 marzo nel cortile del teatro di Mariupol fosse stata dipinta la scritta “bambini” in russo, un chiaro avvertimento all’aviazione russa, che secondo le autorità cittadine di Mariupol nonostante ciò ha colpito con la bomba sganciata da un jet la struttura.

Secondo Belkis Wille, referente di Human Rights Watch, in alcune fotografie scattate il 15 marzo da una dottoressa che stava lasciando la città, si vedono gruppi di persone in abiti civili intente a cucinare e trasportare acqua fuori al teatro, il tutto in assenza di veicoli o personale militare ucraino. Una conferma dell’assenza di possibili obiettivi militari per le forze aeree russe.

Da Mosca, come già accaduto in occasione del bombardamento dell’ospedale di Mariupol in cui hanno perso la vita 4 persone, tra cui un bambino e una donna incinta, negano la responsabilità accusando la milizia ultranazionalista ucraina del Battaglione Azov di aver distrutto l’edificio. Le autorità russe infatti continuano a sostenere, negando l’evidenza, che i bombardamenti dell’aviazione non colpiscano obiettivi civili.

Redazione

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