Trump ha seminato tempesta, eccone il frutto avvelenato. Aveva promesso di scatenare l’inferno per impedire la cerimonia di insediamento di Biden alla Casa Bianca, ed ecco il più sfrontato attacco al luogo-simbolo della democrazia americana. A Washington migliaia di manifestanti trumpiani (non repubblicani, trumpiani. Sono ormai due cose diverse) hanno preso d’assalto Capitol Hill, superando in alcune centinaia i checkpoint della sicurezza ed entrando nel Senato, per la prima volta nella storia americana.

Interrotta la discussione in corso, il vicepresidente americano Mike Pence è stato evacuato in tutta fretta dalla polizia, che ha fronteggiato i manifestanti impugnando pistole con pallini di gomma e lanciando gas lacrimogeni (che qui documentiamo con un nostro video). Negli stessi momenti, il presidente eletto Joe Biden e la vice presidente Kamala Harris sono portati in luogo sicuro, rispondendo al protocollo di sicurezza anti-terrorismo usato, ad esempio, l’11 settembre 2001.

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L’assedio intorno al palazzo perdura da oltre due ore e al momento non si sono rintracciati tutti i manifestanti pro-Trump asserragliati nel Senato; uno dei manifestanti si è andato a sedere sullo scranno della presidenza. La polizia ha iniziato a portare fuori gli arrestati e vi sarebbero feriti negli scontri, rispetto ai quali Trump ha diffuso due tweet uno di seguito all’altro: “Siamo per l’ordine, rimanete pacifici”. Un appello tardivo, a giudicare dai fatti.

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Una donna è stata ferita al petto da spari d’arma da fuoco nell’area del Campidoglio, è in condizioni critiche. Lo hanno riferito due fonti a Cnn, senza fornire dettagli. Non si capisce se si tratti di una sostenitrice di Trump o un membro dello staff del Congresso. È una donna ed è stata evacuata in una barella: sarebbe in gravi condizioni. Diversi agenti sono stati feriti, uno è stato portato in ospedale, riporta la Cnn.

Il dipartimento di Sicurezza interna ha inviato altri agenti federali al Campidoglio degli Stati Uniti, per aiutare a reprimere la rivolta dei sostenitori del presidente Donald Trump che si oppongono alla ratifica della vittoria del presidente eletto Joe Biden. Un portavoce ha dichiarato che ufficiali del Servizio federale di protezione e agenti dei servizi segreti statunitensi sono stati inviati sulla scena, dopo la richiesta di assistere dalla polizia del Campidoglio. Gli estremisti pro-Trump si sono scontrati con gli agenti di polizia sia fuori, sia dentro il palazzo del Campidoglio.La situazione è via via degenerata. Un manifestante è stato fotografato seduto alla scrivania di Nancy Pelosi.

A cercare di placare gli animi il discorso di Joe Biden. “La nostra democrazia è sotto minaccia senza precedenti, mai visto nella storia moderna”, ha detto, non abbiamo “mai visto nulla di simile”. “Le scene che stiamo vedendo al Campidoglio non rispecchiamo la vera America, non rappresentano ciò che siamo, ma un gruppo di estremisti. Questo non è altro che caos, disordine, e deve finire. E finire adesso. Faccio appello a questa gente: andate via, lasciate che democrazia vada avanti”: “è insurrezione”.

“Le parole di un presidente contano, non importa quando il presidente sia positivo o negativo. Le sue parole possono ispirare al bene o, nel peggiore del casi, possono incitare a qualcosa di negativo. Faccio appello a Trump: vada ora in tv nazionale e onori il suo giuramento, difenda la Costituzione e chieda che questo assedio finisca ora. Il mondo ci guarda, così come gli americani, le persone sono scioccate e tristi. La nostra nazione è stata un faro e ora è piombata nelle tenebre”, “presidente Trump: intervenga”.

Trump dopo aver invitato i manifestanti alla calma via Twitter ha detto: “So che siete feriti, è stata un’elezione che ci è stata rubata ma dobbiamo avere la pace, vi amiamo, andate a casa”, “non vogliamo che nessuno si faccia male”.

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Romano e romanista, sociolinguista, ricercatore, è giornalista dal 2005 e collabora con il Riformista per la politica, la giustizia, le interviste e le inchieste.