In quasi tre anni di pandemia il Covid ci ha abituati ad assistere a ondate di contagi, varianti, sintomi ed effetti mutevoli di volta in volta. All’inizio la comunità scientifica fu colta impreparata nell’affrontare un virus nuovo di cui non si sapeva nulla. Poi il virus si manifestava in forme sempre diverse, variando anche da persona a persona, con sintomi davvero insoliti, non tipicamente causati dai virus respiratori. In questi anni di battaglia la letteratura scientifica in merito si è infittita di casi clinici rappresentativi e anche di condizioni rare in cui molti o pochi si potrebbero riconoscere.

Nessuno sa esattamente con quale frequenza si verifichino e nemmeno quanto il Covid sia il vero colpevole o semplicemente la causa scatenante di un problema già esistente. Basti pensare che, secondo quanto analizzato da Repubblica, considerano i complessivi 637 milioni di casi nel mondo, se l’incidenza fosse anche solo dello 0,1% ci sarebbero almeno 600 mila sintomi non convenzionali da analizzare. “Statisticamente parlando, ci dobbiamo aspettare di trovare persone con conseguenze sempre più strane”, sostiene Peter Chin-Hong, infettivologo dell’University of California San Francisco. “I medici di tutto il mondo hanno già visto uno stuolo di casi bizzarri, problemi che possono essere molto preoccupanti per i pazienti anche se in prospettiva non lo sono. Questo perché la maggior parte passano da soli, senza bisogno di alcuna cura specifica”. Proviamo a fare il punto.

Covid, gli effetti a lungo termine

Secondo uno studio scozzese pubblicato su Nature, quasi la metà delle persone infette non si è completamente ripresa da sei a 18 mesi dopo aver contratto il Covid. Una ricerca spagnola invece rivela che il 59,7% di chi ha contratto il Covid ha ancora almeno un sintomo due anni dopo.

Le stomatiti

Saira Chaughtai della Hackensack-Meridian School of Medicine ha raccontato di una paziente che dopo essere risultata positiva al Covid ha iniziato a manifestare gonfiore alla lingua e fastidiose stomatiti. Chin-Hong ha visto molte persone con la lingua ricoperta di mughetto. Un paziente lo ha avuto per oltre sei mesi dal primo tampone positivo e, non funzionando alcuna terapia tradizionale, ha optato per una sperimentale, la fotobiomodulazione.

Gli effetti del Covid sulla pelle

Poi ci sono gli effetti sulla pelle. Tra i più frequenti il “piede Covid”: si tratta di un modo abbastanza comune con cui il covid colpisce al pelle, sviluppando dei rigonfiamenti e dei rossori sulle estremità delle dita, simili ai geloni. Come riporta l’American Academy of Dermatology Association “ad avere maggiori probabilità di sviluppare questa condizione sono i più giovani: pazienti sani, asintomatici o con lievi sintomi”. “All’inizio potresti vedere un rossore lieve che gradualmente diventa viola, ma la maggior parte non sente nulla e non si rende neanche conto del sintomo a meno che non si sviluppino prurito e vesciche”, ha spiegato la dermatologa pediatrica Amy Paller della Northwestern Feinberg School of Medicine. Questi sintomi sembrano risolversi in un paio di mesi. Tra i sintomi insoliti sono stati registrati anche eruzioni cutanee pruriginose sul petto e sui fianchi. Ad alcuni la pelle si gonfia e diventa rossa, ad altri compaiono macchie simili al morbillo o varicella che durano fra i due e i dodici giorni.

Gli effetti del Covid sulla vista

Un bambino inglese di 9 anni ha perso la vita a un occhio per una settimana dopo aver contratto il covid. Un caso raro in cui i medici hanno stabilito che avesse sviluppato la cellulite orbitale, un’infezione batterica nella cavità oculare.
Non è ancora chiaro perché il Covid colpisce le persone in modo così diverso. Ma “non possiamo davvero prevedere chi otterrà cosa”, conclude il dottor Chin-Hong. Nella sua esperienza, “i sintomi strani tendono a manifestarsi più spesso nelle persone che non sono state vaccinate. E già solo questo dovrebbe essere un buon motivo per immunizzarsi”.

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Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.