La variante Omicron continua a minacciare l’Italia. Nuovo traguardo negativo nei casi di covid. Nelle ultime 24 ore, infatti, si è raggiunta la quota di 28.632 nuove infezioni. Solo ieri si guardava con preoccupazione alle 26.109 diagnosi, ma in una manciata di ore la situazione è peggiorata significativamente. Per rendere l’idea, per ritrovare un corrispettivo ai numeri raggiunti oggi bisogna fare un balzo al novembre 2020, in piena pandemia.

Crescono anche le terapie intensive (+6) e i ricoveri in area medica (+182). I morti oggi sono stati 120, ieri 123. La struttura commissariale corre ai ripari annunciando nella giornata più nera l’arrivo di “altre 5 milioni” di dosi di vaccino che vanno ad aggiungersi a quelle già confermate. “La macchina organizzativa c’è e sta andando avanti”, scandisce il generale Francesco Paolo Figliuolo.

Il virus non accenna a placarsi, anzi. Complice la stagione invernale che, inevitabilmente, favorisce la trasmissione per via della maggior permanenza negli ambienti chiusi, i casi aumentano ogni giorno. E se il dato delle ultime 24 ore è allarmante, non lo è meno quello che emerge dal monitoraggio settimanale della cabina di regia del ministero della Salute. “Per l’ottava settimana consecutiva abbiamo un aumento generalizzato nel numero di nuovi casi, l’incidenza a livello nazionale ormai sta raggiungendo i 250 per 100mila abitanti in 7 giorni e i tassi di incidenza più elevati riguardano le età più giovani sotto i 19 anni e quelle tra i 30 e i 49″, è la sintesi del monitoraggio settimanale di Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di Sanità e portavoce del Comitato Tecnico Scientifico.

L’Rt in quasi tutte le Regioni è sopra il valore di 1. “E questo è un trend che dobbiamo cercare di invertire”, ammonisce Brusaferro, perché si traduce “inevitabilmente” in “un aumento del numero di nuovi casi sia per quanto riguarda le infezioni sia per quanto riguarda le ospedalizzazioni”. Tra le corsie d’ospedale, infatti, i malati di covid occupano il 12,1% dei posti di area medica e il 9,6% di quelli di terapia intensiva.

Percentuali che, a livello nazionale, sono “di poco al di sotto della soglia critica “, avverte Gianni Rezza, direttore Generale della Prevenzione del ministero della Salute. “Con questo andamento attuale più Regioni potrebbero arrivare a una occupazione di posti letto significativa entro 4 settimane”, sottolinea anche Brusaferro. In questo scenario drammatico, arriva notizia che potrebbe sbarcare in Italia la “pillola anti-covid” della Pfizer che, come annunciato da Guido Rasi, consulente del generale Francesco Paolo Figliuolo, “sembra molto utile”. A giorni “arriverà il via libera e probabilmente la disponibilità ai primi di gennaio”.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.