Si chiamava Thomas Daniel, aveva 41 anni ed era nato in Liberia. E’ il secondo operaio, identificato dopo non poche ore, morto lunedì primo giugno a Pianura, periferia occidentale di Napoli, travolto da chili di terreno e detriti mentre stavano posizionando un muro di contenimento per delimitare i confini di un edificio abusivo.

Daniel è stato ritrovato dopo circa tre ore insieme all’altra vittima, Ciro Perrucci, 61enne netturbino che faceva l’operaio per arrotondare e aiutare la sua famiglia. I vigili del fuoco, intervenuti sul posto con ben sei squadre, hanno scavato a mani nude insieme all’aiuto di alcuni volontari. Poco prima delle 15 il drammatico epilogo: i soccorritori hanno ritrovato Ciro e Daniele abbracciati, probabilmente uno dei due ha provato a fare da scudo con il corpo per proteggere l’altro quando si è palesato lo smottamento. Insieme alle due vittime, in quel cantiere abusivo c’erano altri due cittadini originari dell’Africa, fortunatamente rimasti illesi.

Sulla disgrazia avvenuta in via Eduardo Caianiello, nella zona della Masseria Grande, sono in corso le indagini dei carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, coordinate della Procura che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e abusi edilizi. Il proprietario del fondo agricolo dove è stato costruita la villetta, al momento sotto sequestro, è un noto assicuratore del quartiere.

A ricordare Ciro ‘o mericano è don Victor Alozie, sacerdote di origine nigeriana della Parrocchia San Giuseppe e Sant’Ignazio: “Caro Ciro, la nostra parrocchia sentirà fortemente per sempre la tua mancanza. Non meritavi di morire così ed ora; eri molto buono a noi tutti ed a tutti che ti hanno conosciuto. Molto disponibile a rendere servizi alla nostra chiesa ed a tutti sempre con cuore, mai saranno dimenticate la tua disponibilità e generosità. Molto socievole e amato da tutti, (O’ mericano). Eri per me più che un amico; so quanto mi volevi bene e io per sempre ti vorrò bene. Con la tua scomparsa una spada ha trafitto il nostro cuore, noi tutti di Masseria Grande e solo Dio ci può consolare in questo stato di dolore e tristezza. La morte ha strappato in modo violento un pezzo della pelle di Masseria Grande. In tutto non possiamo che rassegnarci alla volontà del Signore, datore della vita e affidarci alla sua parola, come ci dice San Paolo: “Non vogliamo, fratelli, lasciarvi nell’ignoranza a proposito di quelli che sono morti, perché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Se infatti crediamo che Gesù è morto e risorto, così anche Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti.” (1 Tessalonicesi 4,13-14)”.