“Quando noi chiudevamo altrove si facevano iniziative pubbliche, si diceva ‘Milano non si ferma’, ‘Bergamo non si ferma’, ‘Brescia non si ferma’, poi si sono fermati a contare migliaia di morti, migliaia non centinaia”. Queste le parole del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, parlando dell’emergenza covid-19 nel corso della sua visita di oggi all’ospedale di Sapri. Il governatore ha rivendicato la gestione nella sua Regione dicendo di aver anticipato le misure di restrizione e contenimento 20 giorni prima dell’esecutivo nazionale.

Parole dure, al veleno, quelle di De Luca – che il prossimo settembre correrà alle elezioni regionali contro il candidato di centrodestra Stefano Caldoro – verso la gestione dell’emergenza in Lombardia, la regione più colpita dal covid-19 in Italia. E ne ha per tutti: dal governo alla Regione fino ai sindaci. “Solo nella provincia di Bergamo – ha detto De Luca – ci sono stati 2.000 morti fra gli anziani delle residenze assistenziali. In tutta la Campania i morti nelle Rsa sono stati 14. È stato difficile mettere in quarantena il Vallo di Diano. A Milano discutono ancora se la zona rossa doveva farla Governo o Regione. Noi intanto abbiamo chiuso e salvato la vita di centinaia di persone. Abbiamo dato una prova importante, ovviamente parte essenziale del risultato è rappresentato dalla tenuta del nostro personale, qui abbiamo ospedali di assoluta eccellenza, non c’è bisogno di andare a Milano, Bologna, Verona, Pavia”. In Lombardia sono stati 16.798 i morti, 95.633 i casi totali.

In Campania oggi si sono calcolati 19 nuovi casi di positivi. Ieri il governatore aveva detto di chiudere i negozi nei quali non si usa la mascherina ed è arrivato a minacciare di tornare a rendere il dispositivo obbligatorio anche all’aperto. La situazione, secondo De Luca, è sotto controllo, non allarmante, ma rischia di non esserlo più se non dovessero essere rispettate le precauzioni e non dovessero essere monitorati gli arrivi dall’estero. “Registriamo – ha detto De Luca commentando i dati – qualche piccolo focolaio qui e lì, c’è un altro positivo a Salerno perché il marito veniva dal Brasile e aveva la moglie brasiliana. Non è un grande problema a condizione che i cittadini siano responsabili. Abbiamo avuto nei giorni scorsi una sensazione di rimozione del problema, c’è stata troppa leggerezza, invece la mascherina va indossata in maniera ossessiva”.

LA RIAPERTURA DELLA SCUOLA – “Il Governo ha assunto degli impegni, non so se li manterrà, noi come Campania pensiamo ai fatti nostri, prepariamoci a essere autonomi”. Così De Luca, in merito all’apertura dell’anno scolastico. “Ci stiamo preparando con le nostre strutture sanitarie a fare 180mila test sierologici a tutto il personale scolastico. Se il Governo manda reagenti e tutto il resto, va bene, ma – ha detto ancora – dobbiamo essere pronti anche nel caso in cui il Governo non dovesse mandare nulla”. “Ricordo sempre che a metà marzo, a due settimane dalla chiusura di tutto, in Campania non arrivava più nulla: mascherine, ventilatori, Fpp2, Fpp3. Può ancora capitare, mentre noi dobbiamo garantire alle nostre famiglie e ai nostri ragazzi di affrontare l’anno scolastico con serenità”, ha concluso il governatore. Già nei mesi scorsi De Luca aveva criticato la scelta di riaprire la scuola il 14 settembre e quindi di procedere tra chiusure, riaperture e sanificazioni in previsione delle elezioni amministrative in programma tra 20 e 21 settembre più eventuali ballottaggi.

Redazione