Dal clima di unità nazionale nei primi due-tre mesi di emergenza Coronavirus al ritorno “al pollaio di sempre, il Paese della conflittualità permanente, della frantumazione permanente, un Paese nel quale si fa fatica a individuare i problemi rispetto ai quali le bandiere di partito non dovrebbero contare niente”. Sono le parole sferzanti utilizzata dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, intervenuto al forum “Terzo settore e politiche di welfare” promosso dalla Fondazione Banco di Napoli e dall’Associazione Amici della Fondazione.

De Luca ha infatti ricordato come all’inizio dell’emergenza si era visto in Italia “un clima di unità nazionale, di consapevolezza dei problemi, di sensibilità comune. C’era forse la paura che ci obbligava a riscoprire i valori fondamentali”, ha sottolineato il governatore campano, che “per un momento” ha creduto “potesse reggere questo clima di solidarietà”.

“Ci sarà in questo benedetto Paese – ha aggiunto De Luca – una questione alla quale ci rapportiamo non con bandiere partito ma da umani e basta? Siamo veramente in un tempo nel quale la spinta alla dissociazione, alla frantumazione, alla perdita dei valori e della solidarietà è diventata fortissima. Il processo di civilizzazione umana è complesso ma fragile, valori che sembravano acquisiti per sempre nella storia dell’uomo sono in discussione: vediamo riemergere quotidianamente forme di razzismo, di violenza diffusa, di totale desolidarizzazione, forme nuove di solitudine, marginalità delle fasce sociali più deboli”.

SCUOLA E CORONAVIRUS – De Luca si è detto quindi “preoccupato” in vista dell’apertura prevista a settembre dell’anno scolastico, perché “tutte le valutazioni scientifiche ci confermano che, diversamente da quanto si pensava, la fascia giovanile non è esclusa dal rischio contagio ma anzi, anche quando sono asintomatici portano il contagio e quindi possono portare il virus in famiglia”.

La preoccupazione espressa da De Luca riguarda in particolare “alunni e famiglie”, il governatore ha ammesso di non sapere “cosà metterà in piedi il Governo nazionale, so che viene annunciato uno screening di massa ma dicono che sia su base volontaria. Io penso che dovrebbe essere obbligatorio almeno per i docenti e per il personale scolastico”. Per questo la Campania si prepara a fare questo lavoro “in piena autonomia per dare serenità alle famiglie e agli studenti”.